I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana Michael Braun del quotidiano berlinese Die Tageszeitung.

Quando i mezzi d’informazione parlano di poveri i discorsi spesso e volentieri virano sui “furbetti del reddito di cittadinanza”, sui truffatori e i pigroni sdraiati sul divano. La povertà in Italia ci mostra che la realtà è diversa. Quasi il dieci per cento dei cittadini si trova in situazioni d’indigenza vera e propria, molti di più vivono in uno stato di povertà relativa. Ma soprattutto il libro spiega in maniera profonda le particolarità del “regime di povertà” italiano, un sistema basato sul “familismo forzato”, sul fatto cioè che lo stato ha delegato gran parte del welfare alle famiglie, una notevole frammentazione degli interventi e infine sul fatto che i più poveri sono i grandi dimenticati di questi stessi interventi. La crisi finanziaria cominciata nel 2008 e la pandemia hanno peggiorato una situazione già in partenza non rosea. Non è affatto vero che si diventa poveri perché si resta senza lavoro: la precarietà o la presenza di più figli in famiglia bastano per catapultare le persone nella povertà. Ultimamente qualcosa si è mosso, con il reddito di cittadinanza e con l’assegno unico per i figli. Anche queste misure, con i loro meriti ma anche i loro limiti, sono analizzate nel dettaglio. Un libro preziosissimo per chi si vuole fare un quadro veritiero, al di là di slogan e pregiudizi. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1469 di Internazionale, a pagina 94. Compra questo numero | Abbonati