L’acquisizione dell’Activision Blizzard da parte della Micro­soft ha avuto un effetto dirompente nel mondo dei videogiochi. L’idea che un gigante della tecnologia punti a dominare il settore ha prodotto una serie di vertiginose speculazioni su una ridefinizione radicale di questo mercato. Secondo Bing Gordon, investitore finanziario ed esperto del settore, il numero enorme di utenti di videogiochi, che da tempo hanno superato quelli di altre forme d’intrattenimento, favorisce aziende in grado di gestire gigantesche attività online.

“La nuova massa critica è più grande che mai”, spiega Gordon. Paragonando la crescita del settore dei videogiochi a quella dello streaming che ha travolto il cinema e la tv, Gordon prevede la creazione di “un servizio di videogiochi con centinaia di milioni di abbonati”.

La strada per il metaverso

Satya Nadella, amministratore delegato della Microsoft, considera l’acquisizione come un passo verso il metaverso, il nome assegnato ai mondi virtuali che a detta di molti rappresentano il futuro di internet. E i videogiochi sono uno dei percorsi verso questi mondi online sempre più immersivi.

Tutte le grandi aziende tecnologiche sono quindi incentivate a sviluppare un ramo dedicato ai videogiochi, spiega il consulente Michael Wolf. I mondi virtuali dei giochi si trasformeranno in ambienti in cui gli utenti possono anche fare acquisti o guardare film. “All’interno dei giochi sarà possibile fare tutto quello che facciamo nel mondo reale”. Se Wolf ha ragione, il settore dei videogiochi diventerà un territorio cruciale per chi vuole un ruolo di primo piano nelle vite digitali di milioni di utenti.

L’onda d’urto che ha attraversato il mercato azionario dopo l’annuncio dell’accordo tra l’Activision e la Microsoft dimostra che molti investitori sono convinti che qualcosa stia bollendo in pentola. In realtà la spinta sul mercato azionario si è esaurita in tempi brevi. Altri osservatori suggeriscono che l’affare, più che l’avvento di una rivoluzione, annunci un’intensificazione del duello tra le console che dominano il mercato (cioè la Xbox della Microsoft e la PlayStation della Sony). Quindi, secondo Pelham Smithers, esperto analista del settore, “una svolta nella sfida tra le console e non un’evoluzione verso un confronto più generale su diverse piattaforme”.

Eppure, anche se lo scetticismo degli analisti si rivelasse fondato e non ci dovesse essere un rimodellamento del settore, la mossa della Microsoft ha comunque evidenziato il peso crescente di un settore che nel 2021 ha avuto 180 miliardi di dollari di entrate, il doppio di quelle prodotte dall’industria cinematografica.

Oggi i giochi prodotti dall’Activision – come Call of duty, World of warcraft e Candy crush – attirano centinaia di milioni di utenti. I titoli più popolari sono distribuiti su varie piattaforme e sono disponibili per console, pc e smart­phone. I produttori hanno trovato nuovi modi per guadagnare grazie a un pubblico sempre più numeroso, sfruttando gli annunci pubblicitari, gli acquisti all’interno dei giochi e gli abbonamenti.

World of warcraft (Activision Blizzard)

“Quindici anni fa nel mondo c’erano circa duecento milioni di giocatori. Oggi sono 2,7 miliardi”, dice Neil Campling, analista della Mirabaud Securities. “I videogiochi sono diventati la prima forma d’intrattenimento”. La popolarissima serie Call of duty ha compiuto il salto dal mercato delle console e dei pc a quello degli smartphone, che è letteralmente esploso fino a superare gli incassi combinati dei titoli per console e pc.

Parlando dell’acquisizione, l’amministratore delegato dell’Activision Bobby Kotick ha spiegato che la proliferazione delle piattaforme e dei nuovi metodi di distribuzione ha reso difficile anche per i grandi produttori di giochi tenere il passo dei requisiti tecnologici.

Molte delle più grandi aziende tecnologiche hanno già una presenza significativa nel settore dei videogiochi anche senza produrre titoli (per esempio l’Apple store e il Google Play store sono i principali rivenditori di titoli per il segmento più importante del mercato) e hanno maggiori risorse economiche per fare grandi operazioni.

Anche per un’azienda come la Sony l’acquisto della Activision sarebbe stato un azzardo. Mentre per la Microsoft sembra quasi un’operazione come tante altre per rafforzare un settore che gran parte dei suoi investitori non ritiene nemmeno di primaria importanza.

Breve e lungo termine

Non si può minimizzare la concorrenza dei rivali specializzati. La Tencent, azienda cinese di riferimento, che nel 2020 ha fatto registrare incassi per 30,6 miliardi di dollari, ha abbinato i giochi per smartphone alle applicazioni di messaggistica raggiungendo un pubblico vastissimo. La Sony, per quanto eclissata dall’affare Activision, è comunque entrata di prepotenza sul terreno degli smartphone e sta lavorando a un servizio di abbonamento. Sicuramente, l’impatto più immediato dell’acquisto dell’Activision si farà sentire nel settore delle console. Dopo aver perso terreno rispetto alla Sony, la Microsoft ora potrebbe essersi assicurata un accesso privilegiato ai giochi esclusivi, un elemento decisivo per le vendite dell’hardware. Detto questo, la sua operazione ha sicuramente un carattere opportunistico, con la Sony in difficoltà produttive e la Activision reduce da un scandalo di molestie sessuali.

Ma anche se la rivalità tra le console giustifica l’acquisizione, è nel campo dei mercati in crescita che l’operazione avrà i suoi effetti maggiori a lungo termine. L’aggiunta di nuovi contenuti esclusivi potrebbe favorire il servizio di abbonamento della Microsoft, Game Pass, che può già contare su 25 milioni di clienti. Secondo Nadella l’affare rafforzerebbe l’azienda sul terreno dei videogiochi per smartphone nei paesi in via di sviluppo, aprendo nuovi mercati molto allettanti.

Per il momento la Microsoft nega che imporrà l’esclusiva a un numero maggiore di giochi Activision, eliminandoli dalle piattaforme rivali. Phil Spencer, a capo del settore videogiochi della Microsoft, assicura che la sua azienda “intende mantenere Call of duty disponibile per la PlayStation”.

Del resto rendere Call of duty accessibile solo ai suoi abbonati sarebbe controproducente dal punto di vista economico. La Microsoft dovrebbe assicurarsi cinque milioni di nuovi abbonati a Game Pass per bilanciare gli incassi perduti escludendo Call of duty dai giochi disponibili per PlayStation.

Ma anche se l’azienda non intende smuovere subito le acque, è possibile che a lungo termine le certezze del settore dei videogiochi saranno stravolte. ◆ as

Questo articolo è uscito sul numero 1453 di Internazionale, a pagina 79. Compra questo numero | Abbonati