Dopo essere stato proclamato vincitore di un’elezione presidenziale molto combattuta, il conservatore Yoon Suk-yeol, del Partito del potere popolare, ha detto di voler ricomporre un paese profondamente diviso e si è impegnato a rafforzare la difesa della Corea del Sud per far fronte alla minaccia nordcoreana e all’inasprimento delle tensioni tra Stati Uniti e Cina.

Il risultato elettorale è stato il più incerto da quando la Corea del Sud è diventata una democrazia, nel 1987. Alla fine Yoon ha ottenuto il 48,5 per cento dei voti contro il 47,8 per cento del candidato del Partito democratico Lee Jae-myung. Questa vittoria di misura riflette le profonde divisioni dei sudcoreani su questioni molto dibattute come l’aumento vertiginoso dei prezzi delle case e del costo della vita, e i rapporti logorati tra giovani donne e uomini. I mezzi d’informazione le hanno definite “le peggiori elezioni” di sempre, per i loro toni particolarmente aspri. Yoon e Lee non hanno fatto altro che scambiarsi frecciate e hanno entrambi dovuto affrontare degli scandali.

Yoon ha detto che rafforzerà l’alleanza con gli Stati Uniti e cercherà di migliorare i rapporti con il Giappone, adottando un atteggiamento più duro con la Cina e la Corea del Nord (la presidenza di Moon Jae-in, di stampo progressista, era stata criticata dai conservatori per la linea morbida verso Pyongyang).

Secondo Alex Holmes, economista esperto di Asia della società di consulenza Capital economics, “una posizione più rigida con la Cina potrebbe avere un contraccolpo economico”. Holmes si riferisce all’intenzione di Yoon di estendere il sistema di difesa missilistico statunitense Thaad, installato nel paese nel 2017. All’epoca la ritorsione economica di Pechino aveva provocato un drastico calo del turismo cinese in Corea del Sud e un crollo delle vendite di auto sudcoreane in Cina.

Per tutta la campagna elettorale Yoon ha ripetuto lo slogan “cambio di amministrazione”, con l’obiettivo di capitalizzare il desiderio di novità di molti elettori dopo i cinque anni di presidenza Moon. Yoon è stato criticato per aver dato l’impressione di voler alimentare il conflitto di genere in corso tra i giovani. Ha fatto appello in modo esplicito alle frustrazioni dei ragazzi per quelli che ai loro occhi erano sforzi del governo per aiutare le donne, lasciandoli indietro. Con una promessa audace, Yoon ha dichiarato di voler sciogliere il ministero delle pari opportunità.

Dopo aver costruito la campagna elettorale su messaggi così deliberatamente divisivi, a maggio Yoon entrerà in carica. Lo attende il compito di governare un paese in cui il Partito democratico ha mantenuto una forte maggioranza in parlamento. Ora potrebbe scegliere un tono meno rigido e più inclusivo. “L’opinione pubblica è spaccata perché i due candidati si sono affrontati in maniera molto dura”, ha scritto il giornale conservatore Chosun Ilbo. “Se Yoon sceglierà la via della riconciliazione, anche chi non l’ha votato lo apprezzerà”.

Difensore della legalità

Yoon, 61 anni, ha fatto per molti anni il pubblico ministero e la presidenza sarà per lui il primo incarico elettivo. Si è fatto conoscere come capo procuratore durante l’amministrazione Moon. Nel 2016 e nel 2017 è stato una delle figure fondamentali nell’indagine per corruzione che ha portato alla caduta della presidente Park Geun-hye. Guidando le inchieste che hanno coinvolto molti esponenti dell’élite politica e affaristica del paese, compreso il rampollo della Samsung Lee Jae-yong, Yoon si è guadagnato la reputazione di strenuo difensore della legalità.

Così, quando Moon ha vinto senza troppe difficoltà le elezioni del 2017, indette poco dopo l’estromissione di Park, ha nominato Yoon capo procuratore. Ma nel giro di poco tempo Yoon si è scontrato con i progressisti sulle riforme che avrebbero limitato i poteri della pubblica accusa. Mentre l’amministrazione Moon affrontava una serie di scandali legati ad accuse di corruzione e clientelismo, Yoon le attribuiva la colpa di non essere riuscita a mantenere la promessa di un governo onesto e trasparente. Ai ferri corti con Moon, Yoon si è dimesso, rafforzando la sua reputazione di uomo di saldi princìpi. A quel punto il Partito del potere popolare, ancora malconcio dopo la messa in stato d’accusa di Park per traffico d’influenze, ha reclutato Yoon, ritenendolo il candidato ideale per capitalizzare il malcontento dell’opinione pubblica nei confronti del governo.

Ma, una volta sotto i riflettori, Yoon si è guadagnato la sua quota di pubblicità negativa. È stato al centro delle polemiche quando si è sparsa la voce che avrebbe consultato degli sciamani – un’onta per i personaggi pubblici in Corea del Sud – e sua moglie ha dovuto chiedere scusa per aver mentito sul curriculum quando, anni prima, cercava lavoro. Ma dato che anche il suo rivale Lee ha dovuto affrontare scandali legati alla sfera professionale e a quella personale, Yoon è riuscito a resistere nonostante i suoi punti deboli e a vincere le elezioni.

Yoon e la sua squadra dovranno cominciare a lavorare a un programma di governo. La strada è in salita, poiché durante la campagna elettorale hanno dato indicazioni poco chiare. “Yoon non ha mostrato una grande attitudine a governare e sembrava non comprendere questioni importanti, limitandosi a ribadire i soliti temi cari ai conservatori sulla necessità di essere duri con la Corea del Nord e di sostenere il settore dell’energia nucleare”, dice l’analista politico Se-Woong Koo.

Riguardo alla crisi degli alloggi, Yoon si è impegnato a far aumentare l’offerta di case, in particolare nell’area di Seoul, semplificando i regolamenti nel settore edilizio. Anche se ha accennato alla necessità di ridurre il ruolo del governo nell’economia, ha comunque promesso generosi finanziamenti per le categorie vulnerabili, a partire dai piccoli imprenditori, che hanno sofferto molto durante la pandemia. In questo e in altri ambiti cercherà di distinguersi da Moon, anche se sotto lo sguardo attento dell’opinione pubblica.

“L’idea di sottoporre a giudizio la precedente amministrazione non basta per guidare un paese”, ha scritto il quotidiano di sinistra Kyunghyang Shinmun, consigliando a Yoon di essere più umile: “Non deve dimenticare che non è il presidente della classe conservatrice, ma rappresenta tutti i cittadini”. ◆ gim

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1452 di Internazionale, a pagina 24. Compra questo numero | Abbonati