31 dicembre 2014 16:51
I migranti sul cargo BlueSkyM nel porto di Gallipoli, il 31 dicembre 2014. (Ivan Tortorella, Ap/Lapresse)

Dopo un viaggio durato più di dodici ore, alle 3.30 di notte dell’ultimo dell’anno attracca nel porto di Gallipoli, estrema punta dell’Italia, la nave mercantile moldava BlueSkyM. A bordo ci sono 768 migranti, tra loro molte donne e bambini. Probabilmente profughi siriani.

Sulla penisola salentina soffia un vento gelido, i migranti scendono lentamente dalla nave assistiti dagli operatori della croce rossa e dalla guardia costiera, un centinaio presentano sintomi di ipotermia. Ci sono donne incinte, un ferito, quattro morti. La maggior parte dei migranti è in salvo, ma la vicenda che li ha portati ad approdare sulle coste del Salento rimane ancora da chiarire.

Il portavoce della guardia costiera italiana, il comandante Filippo Marini, ha definito l’episodio un “disastro evitato”. La sera del 30 dicembre la nave BlueSkyM viaggiava con il pilota automatico, senza equipaggio, con il motore bloccato a 15 miglia da Santa Maria di Leuca, in Puglia. “Avrebbe potuto andare a sbattere contro la costa, contro un qualsiasi scoglio. Abbiamo evitato un disastro”, dice Marini.

La vicenda dall’inizio. Più di dodici ore prima dell’arrivo a Gallipoli, intorno alle 12 del 30 dicembre, mentre l’Italia aspetta il rientro dei sopravvissuti dell’incidente sul traghetto Norman Atlantic, BlueSkyM lancia un allarme. Il cargo si trova vicino all’isola greca di Othonoi, a poche miglia marine dall’isola di Corfù, non distante dalla zona dove il 28 dicembre il traghetto Norman Atlantic ha preso fuoco con centinaia di passeggeri a bordo.

Le autorità greche confermano di aver ricevuto un segnale di Sos e sostengono che sul mercantile sono imbarcati centinaia di passeggeri, presumibilmente profughi siriani. Le tv greche dichiarano che qualcuno ha lanciato l’allarme perché a bordo ci sono degli uomini armati. Ma la notizia non viene confermata. Le autorità greche mandano sul posto un elicottero militare, una nave della marina militare e due motovedette della polizia portuale per accertamenti. Presumono che sull’imbarcazione viaggino circa 600 migranti irregolari.

Le condizioni meteorologiche sono pessime, con venti che soffiano a una velocità di 50 chilometri orari. Una volta arrivate sulla nave e dopo averla ispezionata, le autorità greche concludono che il cargo non ha alcun problema meccanico e “nulla di sospetto a bordo”. E che può continuare il suo viaggio.

I mezzi d’informazione fanno ipotesi sul segnale di soccorso lanciato dalla SkyBluM. Secondo alcuni la nave sarebbe stata nelle mani dei pirati, secondo altri i trafficanti avrebbero abbandonato la nave che sarebbe quindi senza equipaggio e alla deriva.

Cambio di rotta. Le informazioni non sono chiare. Intanto intorno alle 15.30 la nave cambia rotta. Era partita da Istanbul il 10 dicembre ed era diretta a Fiume, in Croazia, ma il pomeriggio del 30 dicembre inverte la rotta verso l’Italia.

Secondo il sito di monitoraggio marittimo MarineTraffic, la nave BlueSkyM si dirige verso le coste italiane. Lo confermano le autorità portuali greche.

I mezzi della guardia costiera e dell’aeronautica italiana si muovono per capire cosa sta succedendo al largo di Santa Maria di Leuca, in Salento.

“Stiamo monitorando la situazione. Mi dicono che a bordo potrebbero esserci 500 persone e che la nave effettivamente è senza equipaggio. Riteniamo che chi la governava abbia inserito il pilota automatico e poi abbandonato la nave che sta navigando verso le coste della Puglia. Al momento si trova a 15 miglia da Leuca, lentamente si sta avvicinando. Sotto costa risente meno delle correnti. Tenteremo di salire a bordo e prendere il comando”, afferma il comandante Attilio Maria Daconto che dirige la capitaneria di porto di Gallipoli. Ma le operazioni sono più complicate del previsto, sei ufficiali della guardia costiera devono calarsi sulla nave da un elicottero dell’aeronautica militare.

Il video della guardia costiera


Salgono a bordo, riprendono il controllo della nave, cercano di recuperare il controllo del motore che è stato bloccato a una velocità di cinque nodi. L’operazione è delicata, lunga e pericolosa. Un rimorchiatore parte da Taranto per portare la nave in salvo nel porto, dopo più di 12 ore di traversie e uno scampato pericolo. Rimane da capire perché le autorità greche abbiano lasciato proseguire l’imbarcazione senza intervenire, non si siano accorte del rischio che si stava correndo e abbiano ritardato di ore il soccorso di 768 persone.

Il video dello sbarco trasmesso dalla Bbc