Tra i capi di stato e di governo che sono oggi alla manifestazione di Parigi ce ne sono diversi i cui paesi non sono famosi per il rispetto della libertà d’espressione e di stampa, e la loro presenza sta suscitando molte critiche.

Per visualizzare questo contenuto, accetta i cookie di tipo marketing.

È il caso per esempio del premier turco Ahmet Davutoglu, del capo della diplomazia russa Serguei Lavrov, del presidente della repubblica del Gabon Ali Bongo, del re e delle regina di Giordania Abdallah II e Rania, del capo del governo ungherese Viktor Orban, del ministro degli esteri egiziano Sameh Choukryou, del ministro dell’economia israeliano Naftali Bennett che, scrive Le Monde, si è vantato di aver ucciso “molti arabi”.

Per visualizzare questo contenuto, accetta i cookie di tipo marketing.

Nella classifica del 2014 della libertà di stampa di Reporters sans frontières, basata su 180 paesi, la Turchia è al 154° posto, la Russia al 148°, la Giordania al 141°, il Gabon al 98°, Israele al 96° e l’Ungheria al 64°.

Rispondendo alle critiche, la presidenza delle repubblica francese ha detto:

Tutti sono i benvenuti. (…) Non possiamo permetterci distinzioni tra paesi e stigmatizzazioni. Tutti questi leader hanno chiaramente condannato l’attentato contro Charlie Hebdo.

Le Monde

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it