La cascata del rio Celeste nel parco nazionale del vulcano Tenorio, nella Costa Rica. (Juan Carlos Ulate, Reuters/Contrasto)

La Costa Rica usa solo energie rinnovabili

La cascata del rio Celeste nel parco nazionale del vulcano Tenorio, nella Costa Rica. (Juan Carlos Ulate, Reuters/Contrasto)
24 marzo 2015 13:14

La Costa Rica sta funzionando senza usare nessun tipo di combustibile fossile da ben 75 giorni.

Grazie alle intense precipitazioni di quest’anno, le centrali idroelettriche stanno generando da sole quasi tutta l’energia elettrica che serve per alimentare il paese. E con l’aiuto dell’energia geotermica, solare ed eolica, non c’è bisogno di un grammo di carbone o di petrolio per tenere le luci accese.

Naturalmente la Costa Rica ha molti vantaggi: è un paese piccolo, ha meno di cinque milioni di abitanti, la sua industria manifatturiera non richiede molta elettricità, e ha molti vulcani e altre caratteristiche topografiche adatte allo sfruttamento delle energie rinnovabili.

In ogni caso, fare a meno dei combustibili fossili è un gesto nobile e importante per un paese di qualunque dimensione.

La Costa Rica non è l’unica nella regione a essersi impegnata nel campo delle rinnovabili. Bonaire, un’isola dei Paesi Bassi che si trova al largo delle coste venezuelane, usa fonti rinnovabili quasi al 100 per cento e probabilmente raggiungerà questa soglia con l’aiuto di una risorsa energetica insolita: le alghe.

Guidata dalla Cina, la spesa globale nel campo delle energie rinnovabili sta per registrare i suoi primi profitti in tre anni (anche se la tendenza potrebbe non durare). L’Islanda ricava già tutta la sua elettricità da fonti rinnovabili, e circa l’85 per cento della sua energia è prodotto da impianti geotermici e idroelettrici. E altri tre paesi europei (Svezia, Bulgaria ed Estonia) hanno già raggiunto i loro obiettivi di sfruttamento delle rinnovabili che avevano stabilito per il 2020.

La Danimarca, che ricava il 40 per cento dell’energia dall’eolico, rinuncerà completamente ai combustibili fossili entro il 2050. Tuttavia, come hanno fatto notare alcuni danesi, quando si usano solo le rinnovabili i combustibili fossili continuano a essere necessari come piano di riserva: per esempio, se non soffia abbastanza vento o se il Sole non splende abbastanza per alimentare gli impianti.

Resta il fatto che l’aumento dell’uso delle energierinnovabili ha reso poco redditizie molte centrali elettriche convenzionali e i proprietari stanno cercando di chiuderle.

In Costa Rica un’eventuale siccità comprometterebbe gravemente la fornitura idroelettrica del paese. Probabilmente è per questo che il governo ha approvato un progetto geotermico da 958 milioni di dollari. Anche se il piano è finanziato in gran parte dal Giappone e dalla Banca europea degli investimenti, la Costa Rica ha potuto investire tanti fondi nell’energia rinnovabile perché non spende i suoi soldi per la difesa: il paese, infatti, non ha un esercito dal 1948.

(Questo articolo è uscito su Quartz. Traduzione di Floriana Pagano)

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