Il senato ha approvato la riforma della scuola

Il senato ha approvato la riforma della scuola con 159 voti a favore, 112 contrari e nessun astenuto. Nel momento in cui il presidente Pietro Grasso ha annunciato l’esito del voto di fiducia si sono levati fischi e urla di protesta. Le organizzazioni sindacali e l’Unione degli studenti hanno organizzato una serie di proteste davanti al ministero dell’istruzione. Il testo passa ora alla camera

Cosa ha detto Renzi a Porta a porta

17 giugno 2015 13:53
Il presidente del consiglio Matteo Renzi nella trasmissione Porta a porta con Bruno Vespa, 16 giugno.

La discussione sulla riforma della scuola è sospesa. La commissione istruzione del senato, che sta esaminando il disegno di legge approvato dal consiglio dei ministri, ha deciso questa mattina di bloccare i lavori. L’interruzione è dovuta a quanto dichiarato ieri sera dal premier Matteo Renzi nella trasmissione di Rai1 Porta a porta. Ecco che cosa ha detto sulla scuola, ma anche sul sindaco di Roma sommerso dalle polemiche, sull’Europa che non accetta di accogliere i richiedenti asilo che arrivano dal Mediterraneo e sulla cassa depositi e prestiti.

Scuola. Intervistato dal conduttore Bruno Vespa, il primo ministro italiano ha affermato che se l’opposizione non ritira buona parte degli emendamenti, cioè le proposte di modifica al testo, la discussione diventerà troppo lunga e sarà impossibile approvare la riforma della scuola in giugno. Secondo le previsioni di Renzi, slitterà quindi anche l’assunzione dei 100mila insegnanti precari che aspettano una norma per entrare di ruolo. Il piano di stabilizzazioni, infatti, è un punto della riforma. “Quest’anno con tremila emendamenti mi pare difficile che si assumano… Si andrà al prossimo anno”, ha detto. Le opposizioni invece vogliono mantenere gli emendamenti e, intanto, approvare a parte il capitolo sulle assunzioni di maestri e professori precari. La prima conseguenza delle dichiarazioni del premier non si è fatta attendere. La seduta della commissione istruzione è stata sospesa e alle 14.30 si terrà un ufficio di presidenza per decidere come proseguire i lavori.

Mafia capitale. Il primo ministro ha escluso che il comune di Roma venga commissariato: “Non esiste l’ipotesi del commissariamento per mafia: è una decisione che dobbiamo prendere noi in consiglio dei ministri e dal nostro punto di vista non ci sono i presupposti”. Eppure, Matteo Renzi, con più chiarezza che nell’intervista di martedì al quotidiano La Stampa, prende le distanze dal sindaco Ignazio Marino, del Partito democratico: “Chi è in grado di governare governi, sennò va a casa”. “Ignazio Marino è onesto e per bene”, ma il premier non crede che basti per restare sindaco in mezzo alle polemiche: “Chi è onesto deve essere anche capace. A me interessa capire se l’amministrazione pulisce le strade e rimette a posto le buche, le case popolari, i campi sportivi in periferia”. E per concludere: “Sia il sindaco che l’amministrazione si guardino allo specchio e decidano quello che si deve fare”.

Migranti. Il primo ministro ha parlato anche delle difficoltà dei paesi dell’Unione europea ad avviare un piano congiunto di accoglienza per i profughi che arrivano in Grecia e in Italia dal Nordafrica. Il vertice tra i ministri dell’interno, martedì a Lussemburgo, si è concluso con un nulla di fatto. “Per me l’accordo in Europa sull’immigrazione si chiude, perché è interesse innanzitutto loro [degli altri stati dell’Unione] risolvere questa questione in questo momento”. A Bruno Vespa, che chiedeva se in caso contrario l’Italia reagirà concedendo ai migranti dei permessi temporanei con cui potranno circolare nell’area Schengen, Renzi ha risposto: “Lo sanno tutti, non me lo faccia dire”.

Cassa depositi e prestiti (Cdp). Matteo Renzi ha confermato che ci sarà un ricambio ai vertici della società a controllo pubblico che gestisce gran parte dei risparmi dello stato. “Per motivi tecnici dobbiamo per forza nominare cinque persone nuove, e questo porta a far cadere l’intero consiglio d’amministrazione”. La Cdp è il salvadanaio del paese, la più grande istituzione finanziaria d’Italia. Il rinnovo di chi la guida, che Renzi ha annunciato con un anno di anticipo rispetto alla naturale scadenza, è quindi un’importante decisione politica.

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