17 novembre 2015 13:38

Quanti sono i terroristi coinvolti negli attentati?

La polizia ha identificato cinque attentatori finora: Samy Amimour (28 anni), Omar Ismaïl Mostefaï (29 anni), Bilal Hadfi (20 anni), Brahim Abdeslam (31 anni) e Salah Abdeslam (26 anni). I primi quattro sono morti negli attacchi, mentre Salah Abdeslam è latitante. Tre altri attentatori, morti negli attacchi, non sono ancora stati identificati. Quindi in tutto gli attentatori sarebbero otto, di cui uno in fuga. Ma le ultime evoluzioni dell’indagine fanno pensare a un secondo terrorista latitante.

La polizia francese sostiene che gli attacchi di Parigi potrebbero essere stati organizzati da quattro commando, non da tre come si pensava in precedenza. Secondo alcuni testimoni, Salah Abdeslam è arrivato sul luogo dell’attentato, tra l’undicesimo e il decimo arrondissement, a bordo di una Seat insieme a suo fratello Brahim e a un’altra persona. Questo farebbe pensare ad altri miliziani coinvolti nell’organizzazione dell’attacco, che potrebbero essere latitanti. Gli inquirenti sono sulle tracce di quello che viene considerato l’ideatore degli attentati: Abdelhamid Abaaoud, 28 anni, belga, residente nel quartiere Molenbeek di Bruxelles.

Quante persone sono state arrestate per gli attacchi di Parigi?

Tra domenica e lunedì notte ci sono state 168 perquisizioni in tutta la Francia, un blitz nel quartiere Molenbeek, a Bruxelles, in Belgio e una vasta operazione di polizia nei Paesi Bassi, al confine con la Francia. Oggi sono state condotte altre 128 perquisizioni, una delle quali nel quartiere Izards di Tolosa. Sono state fermate 23 persone. In Belgio nel weekend sono state arrestate sette persone, ma cinque sono state rilasciate, mentre due sono state incriminate per terrorismo. I due arrestati in Belgio sono Hamza Attou e Mohamed Amri, che sono accusati di essere complici di Salah Abdeslam. Mohamed Amri potrebbe avere avuto un ruolo nella fabbricazione delle cinture esplosive usate dai kamikaze.

Nove familiari dei kamikaze Omar Ismaïl Mostefaï e Samy Amimour sono in stato di fermo a Levallois-Perret. Cinque persone sono state arrestate a Lione, dove è stato ritrovato un vero e proprio arsenale, costituito da un lanciarazzi, un kalashnikov e diverse pistole.

Perché ieri si parlava di una Seat nera con a bordo dei terroristi entrata in Italia?

Ieri i mezzi d’informazione italiani hanno parlato di una nota diramata dalla polizia francese alla polizia italiana e alle altre polizie dei paesi confinanti di allerta per un veicolo Seat, legato agli attentati di Parigi. Secondo diversi giornali italiani la Seat nera risultava essere transitata al valico di Ventimiglia all’alba di ieri. Ma qualche ora dopo il questore vicario di Torino, Sergio Molino, ha smentito il passaggio dell’auto ricercata dalla autorità francesi: “Non abbiamo tracce del passaggio, o della presenza, di quel veicolo sul territorio italiano”. Il veicolo, usato dai fratelli Abdeslam negli attacchi, era lo stesso ritrovato domenica sera a Montreuil (Seine-Saint-Denis) con tre kalashnikov lasciati a bordo.

Da dove vengono gli attentatori di Parigi?

Tutti i terroristi finora identificati sono cittadini francesi e belgi. Ismaïl Mostefaï, 29 anni, è nato a Courcouronnes e cresciuto a Chartres, Samy Amimour, 28 anni, è nato a Drancy, in Francia. Bilal Hadfi (20 anni) è un cittadino francese residente in Belgio, Brahim Abdeslam (31 anni) e Salah Abdeslam (26 anni) sono due fratelli belgi, residenti a Bruxelles. Molti di loro erano già conosciuti dalle autorità giudiziarie per le loro attività terroristiche ed erano stati combattenti stranieri tra le file del gruppo Stato islamico in Siria.

C’è un altro uomo, che ha partecipato all’attentato allo Stade de France, che è stato ritrovato vicino a un passaporto siriano che riporta il nome di Ahmad Almohammad. Ma sta prendendo corpo l’ipotesi che si tratti di un passaporto falso. Infatti oggi le autorità serbe hanno arrestato un uomo, che si trovava nel campo profughi di Preševo, e aveva lo stesso documento siriano trovato vicino al corpo di uno dei terroristi suicidi. La polizia serba sostiene che si tratti in entrambi i casi di passaporti falsi, fabbricati in Turchia.

Gli inquirenti francesi hanno identificato due appartamenti usati dai terroristi come base logistica, uno si trovava a Bobigny ed era stato affittato da Brahim Abdeslam attraverso il sito Homelidays dal 10 al 17 novembre. Il proprietario ha raccontato di aver incontrato tre persone il martedì precedente agli attentati che si sono presentati come membri di una società di sicurezza belga. Sono stati ritrovati sul posto dei telefoni ancora imballati. Un altro appartamento era stato affittato in un residence ad Alfortville, nel dipartimento Val-de-Marne.

Quali sono le misure prese dalla Francia dopo gli attacchi?

Il presidente francese François Hollande subito dopo gli attentati ha dichiarato lo stato di emergenza, una misura straordinaria che vieta manifestazioni pubbliche e conferisce più poteri all’esecutivo. Hollande vuole che lo stato di emergenza sia prolungato per tre mesi. Il 16 novembre, parlando davanti alle camere riunite in seduta comune, Hollande ha annunciato che chiederà di cambiare la costituzione per combattere il terrorismo. Inoltre il presidente francese ha annunciato che saranno intensificati i bombardamenti a Raqqa, considerata la roccaforte dello Stato islamico in Siria.

L’esercito francese sostiene di aver colpito le infrastrutture militari del gruppo, ma in molti denunciano le perdite civili, tuttavia non è possibile verificare in maniera indipendente cosa sta succedendo a Raqqa. Il segretario di stato statunitense John Kerry ha incontrato François Hollande a Parigi oggi e ha dichiarato: “Lo Stato islamico sta perdendo terreno, passo dopo passo, sono sicuro che siamo in procinto di sconfiggerlo, tutti insieme. Nei prossimi giorni Parigi ritroverà i suoi colori”.