Cosa ci dicono i numeri sulle sparatorie negli Stati Uniti

03 dicembre 2015 15:13

Dopo gli omicidi di San Bernardino è salito a 353 il numero di sparatorie con più di quattro vittime avvenute quest’anno negli Stati Uniti. Secondo il conteggio di Mass shooter tracker, un sito che raccoglie dati attraverso il crowdsourcing, in queste sparatorie sono morte 462 persone (tra cui le 16 di San Bernardino) e 1.312 sono rimaste ferite, inclusi i responsabili degli attacchi. L’anno precedente le sparatorie erano state 336: 383 persone erano state uccise e 1.239 ferite.

Dopo la sparatoria del 1 ottobre 2015 all’Umpqua community college di Roseburg, in Oregon, il presidente statunitense Barack Obama ha chiesto ai mezzi d’informazione di confrontare il numero delle vittime degli attacchi con arma da fuoco nel paese con quello dei cittadini statunitensi morti in attentati terroristici.

Secondo il dipartimento di stato, dal 2004 al 2014 sono stati 313 i cittadini statunitensi vittime di attentati terroristici in tutto il mondo, mentre durante lo stesso periodo le persone uccise da armi da fuoco sono state 316.545.

Il record di acquisti di armi del 27 novembre

Nel 2007, raccogliendo dati da 178 diversi paesi, è stato stimato che, anche se negli Stati Uniti vive meno del 5 per cento della popolazione mondiale, tra il 35 e il 50 per cento delle armi da fuoco possedute da civili appartengono a cittadini statunitensi. Secondo una stima del Washington Post, nel 2013 c’erano almeno 357 milioni di armi negli Stati Uniti, contro 317 milioni di abitanti.

Il 27 novembre, lo stesso giorno in cui Robert Lewis Dear ha ucciso tre persone all’interno di una clinica della Planned Parenthood a Colorado Springs, l’Fbi ha registrato un numero record di vendite di armi da fuoco: 185.345 tra pistole e fucili. Era il black friday, giorno che segue la festa del Ringraziamento e tradizionalmente inaugura la stagione dello shopping natalizio. Non erano mai state vendute così tante armi in un giorno solo dal 1998. Il record precedente (177.170) era stato raggiunto il 21 dicembre 2012, una settimana dopo la sparatoria nella scuola elementare Sandy Hook, in Connecticut, dove erano morti venti bambini e sei adulti.

Nel black friday del 2014 erano state comprate 175.754 armi, in aumento del 5 per cento dall’anno precedente. Nel 2013 ne erano state acquistate 144.758.

L’acquisto di armi da fuoco è sempre cresciuto da quando Barack Obama è presidente. Secondo i dati del National instant criminal background check system (Nics) dell’Fbi, i dieci giorni e le dieci settimane in cui il numero delle vendite è stato più alto dal 1998 sono avvenute durante i due mandati di Obama, che ha sempre chiesto una nuova legge per aumentare il controllo sulle armi.

Le 15 sparatorie con più vittime dalla strage di Columbine

  • Littleton, Colorado, 20 aprile 1999. Eric Harris e Dylan Klebold, due studenti di 18 e 17 anni, entrano armati nella Columbine high school e uccidono 12 studenti e un’insegnante, poi si suicidano.
  • Atlanta, Georgia, 29 luglio 1999. Mark Barton, 44 anni, uccide la moglie i due figli. Poi esce di casa e apre il fuoco uccidendo nove persone e ferendone altre 12, poi si suicida.
  • Red Lake, Minnesota, 21 marzo 2005. Jeff Weise, un ragazzo di 16 anni, entra armato nel suo liceo e uccide cinque studenti e quattro adulti, tra cui il nonno e un insegnante. Poi si suicida.
  • Blacksburg, Virginia, 16 aprile 2007. Seung-Hui Cho, uno studente sudcoreano di 23 anni, apre il fuoco nel campus del Virginia Polytechnic Institute and State University, uccidendo 32 persone. Poi si suicida.
  • Omaha, Nebraska, 5 dicembre 2007. Robert Hawkins, 19 anni, entra armato in un centro commerciale e uccide otto persone, poi si suicida.
  • Alabama, 10 marzo 2009. Michael McLendon uccide dieci persone, tra cui sua madre, i nonni, lo zio e si toglie la vita.
  • Binghamton, New York, 3 aprile 2009. Jiverly Wong entra in un centro per migranti e uccide 13 persone, poi si suicida.
  • Fort Hood, Texas, 5 novembre 2009. Nidal Malik Hasa, maggiore e medico psichiatrico dell’esercito, uccide 13 persone e ne ferisce 32 nella base dell’esercito a Fort Hood. In seguito sarà condannato a morte.
  • Manchester, Connecticut, 3 agosto 2010. Omar Thornton entra in un magazzino all’ingrosso e uccide otto dipendenti, poi si toglie la vita.
  • Aurora, Colorado, 20 luglio 2012. James E. Holmes, di 24 anni, apre il fuoco in un cinema durante l’anteprima del film Il cavaliere oscuro. Il ritorno: uccide 12 persone e ne ferisce almeno 58. Holmes era entrato nel cinema in assetto militare, con un fucile Ar-15, un fucile a pompa e almeno una pistola.
  • Newtown, Connecticut, 14 dicembre 2012. Adam Lanza, 20 anni, apre il fuoco nella scuola elementare Sandy Hook e uccide venti bambini tra i sei e i sette anni, e sei adulti, poi si suicida. Poco prima aveva ucciso sua madre.
  • Washington Navy Yard, Washington, 16 settembre 2013. Aaron Alexis, 34 anni, entra nel quartier generale del Naval sea systems commando, e uccide 12 persone.
  • Waco, Texas, 17 maggio 2015. Due gang di motociclisti si scontrano in un ristorante. Nove persone restano uccise e più di 170 sono arrestate.
  • Charleston, South Carolina, 17 giugno 2015. Il suprematista bianco Dylann Roof, 21 anni, uccide nove persone in una chiesa metodista frequentata dalla comunità afroamericana. Roof è in attesa di giudizio.
  • Roseburg, Oregon, 1 ottobre 2015. Christopher Harper-Mercer, 26 anni, uccide nove persone, otto studenti e un insegnante, e ne ferisce altre sette all’Umpqua Community College. Viene poi ucciso dalla polizia.
Sostieni il giornalismo indipendente
Se ti piace il sito di Internazionale, aiutaci a tenerlo libero e accessibile a tutti con un contributo, anche piccolo.
pubblicità

Articolo successivo

La macchina del consenso di Erdoğan
Annalisa Camilli
Sostieni il giornalismo indipendente
Se ti piace il sito di Internazionale, aiutaci a tenerlo libero e accessibile a tutti con un contributo, anche piccolo.