Il 3 giugno diversi esperti internazionali s’incontrano in Lussemburgo per parlare dell’ambizioso progetto spaziale del Granducato, che vuole creare una federazione di potenze economiche e diventare pioniere nello sfruttamento delle risorse minerarie degli asteroidi composti di roccia, metallo e ghiaccio. Il ministro dell’economia del Lussemburgo, Étienne Schneider, vorrebbe coinvolgere personalità del mondo aerospaziale e ottenere il sostegno dei loro governi.

Per sfruttare le risorse dello spazio potrebbe essere necessario riaggiornare il Trattato dello spazio del 1967, che sancisce il principio di “non appropriazione dello spazio e dei corpi celesti”.

A febbraio è stato annunciato il progetto di una base europea, in Lussemburgo, per lo sfruttamento minerario degli asteroidi e nel comitato consultivo sono già entrati Jean-Jacques Dordain, ex direttore dell’Agenzia spaziale europea (Esa), e Simon Pete Woden, ex direttore del centro di ricerca Ames della Nasa. Dal 16 al 18 giugno, inoltre, Schneider parlerà del suo progetto al forum economico di San Pietroburgo, per cercare di coinvolgere anche la Russia.

L’accordo con la Silicon valley

Gli Stati Uniti sarebbero certamente favorevoli a una riforma del diritto internazionale dello spazio. Il congresso si è infatti già occupato della questione e, dal 2015, una legge sullo spazio autorizza qualsiasi cittadino americano a prendere possesso di una risorsa estratta da un asteroide. Il Lussemburgo, però, è concentrato sulla sua legislazione in materia, e Schneider prevede di depositare un testo di legge entro il prossimo autunno.

Il Granducato vuole diventare il primo paese europeo a sviluppare una legislazione e un sistema di infrastrutture adeguate per il commercio di una risorsa attualmente considerata di pubblico dominio.

Per questo motivo, sta esaminando forme di collaborazione tra pubblico e privato. Attraverso il suo istituto di credito pubblico, la Société nationale de crédit et d’investissement, il governo partecipa allo sviluppo del prototipo di una navicella per la futura esplorazione degli asteroidi, ideata da uno dei precursori sul mercato, la Deep space industries. L’azienda della Silicon valley ha già aperto nel 2015 una sede europea in Lussemburgo, dove saranno sviluppate attività di ricerca nell’ambito di questo progetto.

In Lussemburgo è arrivata anche la Planetary resources, finanziata dal cofondatore di Google Larry Page: il loro obiettivo è di inviare dei missili nello spazio per estrarre materie prime dagli asteroidi, in primo luogo quelli che orbitano attorno alla Terra. Al momento sono stati censiti circa undicimila asteroidi che potrebbero essere di interesse commerciale.

Le diverse materie recuperate, tra cui metalli, idrocarburi e perfino acqua, saranno sfruttate sul posto e serviranno per costruire le basi dalle quali lanciare un’esplorazione dello spazio capace di spingersi più lontano. Anche il platino, materia prima rara e quindi costosa, potrebbe venire estratto per essere portato sulla Terra.

(Traduzione di Giusy Muzzopappa)

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