28 novembre 2019 12:40

In molte parti del mondo la domanda di energia sta crescendo troppo rapidamente per mantenere le emissioni di gas serra entro gli obiettivi internazionali, afferma un rapporto pubblicato dall’Agenzia internazionale dell’energia (Aie). In Africa, tuttavia, molte persone hanno il problema opposto: la grave carenza di elettricità.

Il continente ospita quasi un quinto della popolazione mondiale, ma rappresenta meno del 4 per cento del consumo globale di elettricità. Se il Nordafrica gode di un accesso quasi universale all’elettricità, oltre la metà della popolazione subsahariana – 600 milioni di persone – vive nell’oscurità. Questa situazione è un ostacolo alla fornitura dei servizi di base. La metà delle scuole secondarie nell’Africa subsahariana, per esempio, non ha elettricità; molte cliniche e ospedali della regione non hanno accesso a fonti di energia affidabili.

La povertà è parte del problema, visto che più del 40 per cento degli africani subsahariani vive con meno di due dollari al giorno. Il rapporto dell’Aie rileva che pagare l’elettricità necessaria per alimentare alcuni elettrodomestici di base consumerebbe un decimo dei guadagni per le famiglie più povere. Ma sono le aree rurali quelle particolarmente colpite dal problema: mentre quasi i tre quarti delle famiglie nelle città hanno qualche forma di accesso all’elettricità, nelle zone rurali la cifra è più vicina a un quarto.

I progressi sono stati faticosamente lenti. Dal 2013 il numero di africani senza elettricità è passato da 610 milioni a 595 milioni. Kenya, Ruanda ed Etiopia si sono comportati particolarmente bene. Nel 2013 circa un quarto dei keniani aveva accesso all’elettricità; oggi sono tre quarti. Ma lo sviluppo è ancora troppo lento, se il continente deve raggiungere l’obiettivo di sviluppo sostenibile dell’Onu di garantire un accesso a “energia accessibile, affidabile, sostenibile e moderna per tutti” entro il 2030. Secondo i dati attuali, spiega l’Aie, nel 2030 ancora 530 milioni di africani non avranno accesso all’elettricità. Per raggiungere l’obiettivo, l’Africa dovrà espandere la fornitura di energia molto più rapidamente rispetto alla Cina e all’India.

Espandere la fornitura
L’Aie afferma che i paesi africani dovrebbero concentrarsi su due gruppi di popolazione. Uno è rappresentato dalle persone che vivono “sotto la rete”, cioè in insediamenti urbani informali vicini a una fonte di energia elettrica, ma devono affrontare costi alti o altri ostacoli per usarli. Offrire ai residenti poveri tariffe di connessione ridotte e piani di pagamento rateizzati potrebbe aiutare a portarli sulla rete.

Il secondo gruppo comprende persone che vivono lontano dai sistemi di trasmissione e distribuzione esistenti. Qui, l’Aie propone l’uso di metodi decentralizzati, come i sistemi di pannelli solari domestici, che sono un modo efficiente ed economico per fornire energia alle aree rurali che altrimenti farebbero affidamento su fonti energetiche inquinanti e inefficienti (come la legna per cucinare).

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“L’Africa ha un’opportunità unica di perseguire un percorso di sviluppo molto meno dispendioso in termini di emissioni di anidiride carbonica rispetto a tante altre parti del mondo”, afferma Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Aie. Per esempio, osserva, l’Africa ha “le risorse solari più ricche del pianeta”, eppure ha installato solo l’1 per cento della capacità di generazione di energia solare del mondo.

(Traduzione di Stefania Mascetti)

Questo articolo è uscito sul settimanale britannico The Economist.