18 agosto 2020 13:46

Il 17 agosto hanno riaperto le porte molti campus universitari statunitensi. In assenza di una strategia nazionale per affrontare la pandemia di coronavirus, i college e le università negli Stati Uniti sono stati lasciati soli a decidere se e come far rientrare gli studenti per il semestre autunnale, che per alcuni istituti è già cominciato. Molti si affidano ai propri esperti, il che si traduce in una vasta gamma di approcci, dal dire agli studenti di frequentare corsi online da casa al portare tutti in aula e sottoporli a un test tre volte a settimana. Alcuni accolgono un numero limitato di studenti fornendo loro una mascherina per il viso personalizzata con la mascotte dell’università e un flacone di gel disinfettante per le mani, testando solo una parte delle persone del campus. Tutto questo equivale a un gigantesco esperimento di salute pubblica non organizzato, con milioni di studenti e un numero incalcolabile di docenti e personale come partecipanti, scrive Nature. Portare così tanti studenti in campus affollati è particolarmente rischioso negli Stati Uniti, dove c’è stato il maggior numero di morti per covid-19 al mondo e dove sono ancora attivi focolai di trasmissione del Sars-Cov-2, il virus responsabile della pandemia.

L’università dell’Illinois a Urbana-Champaign ha previsto che, prima di entrare negli alloggi, gli studenti si sottopongano al test rapido per il covid-19. L’istituto prevede di testare studenti, personale e docenti due volte a settimana.

Insieme alle lezioni ricominciano anche gli allenamenti e le attività sportive: presso la Texas A&M University di College Station, gli studenti possono già iscriversi alla stagione calcistica che comincia il 26 settembre. Lo stadio sarà riempito solo a metà e le mascherine saranno obbligatorie.

  • In un briefing tenuto online, il direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per il Pacifico, Takeshi Kasai, ha dichiarato che il covid-19 è ora diffuso principalmente da persone di venti, trenta e quarant’anni che potrebbero non essere consapevoli di essere infette, trasmettendo potenzialmente la malattia a gruppi più vulnerabili della popolazione. Sono stati segnalati picchi in paesi che sembravano avere il virus sotto controllo, come il Vietnam, che fino a poco tempo fa era rimasto tre mesi senza contagi grazie alle sue rigide misure di contenimento. “Quello che stiamo osservando non è semplicemente una ripresa. Crediamo che sia un segnale che siamo entrati in una nuova fase di pandemia nell’Asia-Pacifico “, ha detto Kasai.
  • Il ministero della salute delle Filippine ha confermato il 18 agosto 4.836 nuove infezioni da coronavirus: è il settimo giorno consecutivo in cui si registrano più di tremila nuovi casi. In un bollettino, il ministero ha affermato che il totale dei casi confermati è aumentato a 169.213, mentre ci sono stati sette decessi aggiuntivi, portando il bilancio totale a 2.687. Il presidente Rodrigo Duterte ha allentato il rigoroso lockdown nella capitale Manila e nelle province vicine per far ripartire l’economia e aiutare le imprese in difficoltà, nonostante il paese abbia il maggior numero di infezioni nel Sudest asiatico.
  • Un nuovo test sui linfociti T – cellule immunitarie che aiutano il corpo a combattere le infezioni specifiche del coronavirus – potrebbe agevolare i ricercatori a sviluppare un vaccino. Il test è stato messo a punto dall’azienda britannica Indoor Biotechnologies. Dai primi studi è emerso che alcune persone con il Sars-Cov-2, che però non avevano anticorpi, sono risultate positive alle cellule T. Non è ancora chiaro se gli anticorpi o i linfociti T forniscano un’immunità duratura contro il virus e per quanto tempo questa immunità potrebbe durare.
  • La corsa al vaccino contro il covid-19 sta facendo impennare il valore delle azioni di molti laboratori in tutto il mondo, dalle giovani aziende innovative ai pesi massimi già affermati del settore. Nessuno è ancora pronto per essere commercializzato, ma 168 vaccini sono in fase di sviluppo, secondo l’Oms, tra cui molti sviluppati da queste giovani “biotech”. Un esempio è quello della statunitense Moderna, che ha uno dei progetti più avanzati, con un vaccino in sperimentazioni cliniche di “fase 3” sugli esseri umani, l’ultima prima della commercializzazione: a Wall street la sua quotazione è aumentata del 250 per cento dall’inizio dell’anno. Non mancano i concorrenti: + 350 per cento e addirittura + 3.580 per cento per le connazionali Inovio e Novavax, + 103 per cento per la tedesca BioNTech.
  • Il New York Times ha effettuato una simulazione della diffusione delle particelle di virus Sars-Cov-2 nella metropolitana. “Molti newyorchesi evitano la metropolitana, temendo di essere costretti a spintonarsi con degli sconosciuti negli affollati vagoni. Mascherine e distanziamento sono essenziali, ma anche un’adeguata areazione riduce il rischio di esposizione al nuovo coronavirus”.