20 maggio 2020 12:40

Il covid-19 ha risvegliato l’interesse per un vaccino antico, quello contro la tubercolosi. Il vaccino bcg (bacillo di Calmette Guérin) è stato sviluppato circa un secolo fa ed è efficace nella prevenzione di forme gravi infantili della malattia. È noto, però, per avere un effetto protettivo parziale anche contro altre infezioni, diverse dalla tubercolosi. In queste settimane sono stati pubblicati online alcuni studi preliminari, che hanno analizzato l’andamento dell’epidemia di covid-19 nei paesi in cui il vaccino è obbligatorio confrontandolo con quello nei paesi in cui l’obbligo non c’è. Sembra che il tasso di decessi per covid-19 sia inferiore nei paesi in cui il vaccino è obbligatorio.

Tuttavia, questi studi non hanno ricevuto alcuna revisione paritaria e non sono stati ancora pubblicati su riviste scientifiche. Inoltre, non cercavano un rapporto di causa ed effetto, scrive The Scientist. Quello che hanno osservato per ora sembra essere una semplice correlazione. Il tasso di decessi inferiore, se fosse confermato, potrebbe essere dovuto a una causa diversa dal vaccino. Potrebbe, per esempio, succedere che i paesi con un programma di vaccinazione contro la tubercolosi abbiano anche una maggiore probabilità di adottare misure adeguate a protezione della popolazione contro il covid-19. Questo fattore potrebbe spiegare le eventuali differenze nella diffusione del virus.

Migliorare la risposta immunitaria
Comunque, poiché al momento non sono disponibili vaccini contro il Sars-cov-2, alcuni gruppi di ricerca stanno valutando l’ipotetico effetto protettivo del vaccino bcg. Secondo un’ipotesi, il vaccino bcg potrebbe modificare i macrofagi, un tipo di cellula del sistema immunitario, in modo che diano una risposta più forte contro il Sars-cov-2 . Questo potrebbe migliorare la risposta immunitaria e impedire una risposta inefficiente e dannosa in seguito.

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L’ipotesi deve però essere verificata. A questo scopo sono in fase di allestimento alcune sperimentazioni. Per esempio, una ricerca australiana progetta di reclutare circa quattromila volontari tra il personale sanitario per verificare se è vero che chi è stato vaccinato con il bcg si ammala meno di covid-19, oppure se la malattia dura di meno o i sintomi sono meno gravi. Altre sperimentazioni sono allo studio nei Paesi Bassi, in Grecia, Danimarca, Francia, Germania e Stati Uniti. Per lo più coinvolgono personale sanitario, per non esaurire le scorte di vaccino bcg.

Infatti, il vaccino contro la tubercolosi è necessario per molti bambini in tutto il mondo, in particolare in Africa, che altrimenti non sarebbero protetti dal Mycobacterium tuberculosis. Per questo motivo l’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda l’uso del bcg nei paesi in cui la tubercolosi è molto diffusa e non ne consiglia l’uso per la prevenzione del covid-19. “La vaccinazione bcg previene le forme più gravi di tubercolosi nei bambini e il dirottamento delle scorte locali potrebbe portare alla mancata vaccinazione dei neonati, con un aumento della malattia e dei decessi per tubercolosi”, scrive in una nota l’Oms. Di conseguenza, in assenza di prove certe, l’Oms non raccomanda l’uso del bcg contro il covid-19.