Un parcheggio di minibus a Soweto, in Sudafrica, il 21 luglio 2016.

La tecnologia può migliorare il sistema dei trasporti in Sudafrica

Un parcheggio di minibus a Soweto, in Sudafrica, il 21 luglio 2016.
23 febbraio 2017 12:41

Il tragitto da casa al lavoro in Sudafrica può essere caotico e imprevedibile. Una nuova piattaforma di dati open source spera di fare un po’ di ordine, o almeno spera di aiutare qualcun altro a farlo.

Il caos deriva da un sistema di trasporti pubblici inadeguato e da una rete di trasporto informale ricca di veicoli che sfrecciano per le strade senza alcuna regolamentazione. Per la prima volta, i dati dei due sistemi sono stati raccolti in un’unica mappa da Where is my transport, una startup che vuole migliorare i trasporti nelle città dei paesi emergenti usando i dati.

L’azienda ha mappato il tragitto di treni, autobus e minibus di Città del Capo. I minibus in particolare presentano delle difficoltà perché sono difficili da individuare: sono migliaia, possono trasportare circa 15 persone e trasformano qualsiasi angolo in una fermata, spesso bloccando il traffico. Sono il mezzo di trasporto più economico, e si spostano nei quartieri di Città del Capo e in tutto il paese. Al tempo stesso sono poco sicuri, e a volte sono coinvolti in incidenti stradali.

Una mappa di Città del Capo e dintorni con alcuni tragitti dei taxi minibus.

Devin De Vries, uno dei fondatori della piattaforma, racconta di essersi ispirato al progetto Digital Matatus di Nairobi. “L’ecosistema dei trasporti è complesso”, spiega De Vries a Quartz. “Ecco perché abbiamo reso open source la nostra piattaforma, nella speranza che diversi terminali – app, siti web eccetera – attingano ai dati e li rendano accessibili a tutti”.

Si potrebbe così arrivare, spera De Vries, ad app per pianificare gli spostamenti come Moovit o Transit per i pendolari africani, o aiutare le città a mappare meglio i loro sistemi di trasporto pubblico. Il sistema di mappatura è stato creato grazie all’attività di 13 raccoglitori di dati locali che hanno attraversato, registrato e verificato 657 tragitti singoli. Where is my transport è inoltre in comunicazione con la città, le associazioni di tassisti e i pendolari, con l’obiettivo di creare dati utili a tutti, non solo a sviluppatori ambiziosi.

Una pendolare di Città del Capo, Leah Lamour, spera che i dati open source possano rendere gli spostamenti più sicuri: di notte ha paura a prendere un taxi e teme i parcheggi e le fermate al buio.

Sarebbe poi utile, aggiunge, se la piattaforma includesse anche il nome degli autisti, i loro datori di lavoro, i permessi e le patenti, come fanno altri servizi di taxi per pendolari più ricchi. “I dati in tempo reale sarebbero una gran cosa per me”, dice. “Mi sentirei più sicura, i trasporti pubblici perderebbero il loro stigma negativo”.

La sfida per il futuro di Where is my transport è capire se la tecnologia potrà sostituirsi alla vivace cultura dei taxi, espressa da autisti un po’ sbruffoni e passeggeri che si sporgono dai finestrini per contrattare al volo le tariffe o scambiarsi consigli di viaggio. Ci vorrebbe una tecnologica che parli sia agli autisti sia ai pendolari.

De Vries e la sua squadra stanno ancora lavorando per creare un modo per tracciare in tempo reale questa struttura irregolare. Where is my transport ha già cominciato a mappare altre città.

(Traduzione di Giusy Muzzopappa)

Questo articolo è uscito su Quartz.

This article was originally published in Quartz. Click here to view the original. © 2017. All rights reserved. Distributed by Tribune Content Agency.

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