24 settembre 2014 07:00

Ci sono due modi di considerare il recente viaggio del primo ministro francese Manuel Valls in Germania. Uno è quello di sottolineare che davanti ad Angela Merkel si è scontrato con un muro. Nonostante abbia ammesso che le riforme strutturali e i tagli alla spesa pubblica della Francia sono “impressionanti”, la cancelliera ha infatti ribadito il suo no categorico a qualsiasi progetto di investimenti pubblici in Germania per contribuire al rilancio delle economie europee, respingendo gli appelli in tal senso di Parigi, di Roma, del Fondo monetario internazionale, degli Stati Uniti e di altri attori internazionali.

La cancelliera ha giustificato il suo rifiuto con il calo tendenziale della popolazione tedesca, che secondo lei obbligherebbe il paese a mantenere l’equilibrio di bilancio perché le generazioni future non saranno abbastanza numerose da poter rimborsare i debiti ereditati da quelle di oggi. “La Germania deve affrontare una sfida demografica molto diversa da quella della Francia”, ha affermato Merkel. Insomma, Berlino non ne vuole sapere di investire.

In questo senso possiamo dire che Valls ha fallito nella sua missione, ma è altrettanto vero che il primo ministro ha ottenuto grandi risultati con i potenti sindacati tedeschi, che sostengono un nuovo “piano Marshall” per rilanciare l’economia attraverso gli investimenti. Valls ha incassato anche il sostegno dei socialdemocratici (che l’hanno definito “l’uomo della svolta” per la Francia) e soprattutto degli imprenditori, che martedì l’hanno applaudito quando ha dichiarato in tedesco di “amare le imprese”, spiegando il suo progetto basato sulle riforme e sottolineando che “quando c’è un bisogno accertato e la situazione finanziaria lo permette, bisogna saper spendere e investire”.

Valls si è appellato a un sentimento sempre più diffuso tra gli imprenditori tedeschi, preoccupati dal calo della crescita in Germania e dalla stagnazione nell’Unione europea, chiedendo alla cancelliera di investire nelle infrastrutture ora che il bilancio lo consente. Secondo il capo degli imprenditori tedeschi, Ulrich Grillo, “bisogna investire, questa è la grande sfida che ci attende”. La Francia e la Germania proseguono ognuna per la sua strada, ma a Berlino è in corso un dibattito in cui non c’è un’unica Germania, ma ce ne sono due, e una di queste condivide le posizioni di Parigi .

(Traduzione di Andrea Sparacino)