Il presidente del consiglio Giuseppe Conte al G7 di Charlevoix, Québec, Canada, 8 giugno 2018.

Conte a Parigi cerca la solidarietà dell’Europa

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte al G7 di Charlevoix, Québec, Canada, 8 giugno 2018.
15 giugno 2018 10:28

È stata una decisione sorprendente. Nonostante Emmanuel Macron abbia sconvolto gli italiani parlando di “cinismo” e “irresponsabilità” a proposito della decisione del governo di Roma di chiudere i porti alla nave Aquarius e ai 600 migranti salvati in mare, nonostante l’Italia sia stanca di sentire le critiche della Francia dopo aver accolto 700mila rifugiati mentre il resto dell’Unione, a eccezione della Germania, sprangava le sue frontiere, nonostante in poche parole Parigi e Roma siano ai ferri corti, il nuovo presidente del consiglio italiano Giuseppe Conte non ha annullato la sua visita prevista per venerdì all’Eliseo.

Conte è in viaggio verso Parigi e lunedì sarà a Berlino, perché tra le proposte avanzate durante la campagna elettorale e il fare c’è, come spesso accade, di mezzo il mare. La Lega e il Movimento 5 stelle sono arrivati al potere attaccando “Bruxelles” e indignandosi per l’afflusso di migranti sulle coste italiane, ma ora che sono al governo ripetono che non hanno mai pensato di uscire dall’euro e chiedono la creazione di un sistema “automatico” e “obbligatorio” di ripartizione dei profughi tra i diversi stati dell’Unione.

Distinzioni impossibili
I desideri della coalizione italiana, però, non corrispondono a quelli dei suoi amici dell’estrema destra e dei movimenti nazionalisti, gli stessi che hanno sabotato la proposta della Commissione di fare distinzione tra migranti economici – da rimandare nei loro paesi – e rifugiati politici a cui ogni stato europeo deve aprire le porte in funzione e in proporzione alla sua situazione economica.

Consapevole del fatto che nessuno stato europeo può affrontare questa crisi da solo, l’Italia (tutti gli italiani e non soltanto la coalizione sovranista) chiede la solidarietà europea, una solidarietà che gli altri governi e le correnti nazionaliste continuano e rifiutare e che non potrebbe mai arrivare senza il sostegno di Parigi e Berlino.

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Emmanuel Macron, sul fronte interno, ha dato un colpo a sinistra evitando di aprire un porto per l’Aquarius e un colpo a destra attaccando la coalizione italiana. La Lega e i cinquestelle hanno fatto altrettanto durante la campagna elettorale e con la decisione di chiudere i porti italiani alla nave dei disperati.

A questo punto però bisogna passare alle cose serie, trovare soluzioni e smettere di fare propaganda. Per questo Conte pranzerà all’Eliseo prima del suo appuntamento a Berlino, dove lo attende una cancelliera in difficoltà con gli alleati della Csu, la destra radicale, i cui voti le sono indispensabili.

Formazione bavarese, la Csu teme un trionfo dell’estrema destra alle elezioni regionali di ottobre e per questo sta indebolendo Merkel rilanciando sull’immigrazione.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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