Un posto guadagnato

10 maggio 2013 09:00

Cosa rispondere a mia figlia di quattro anni quando chiede perché io dormo insieme al papà mentre lei deve dormire da sola? –Barbara

È semplice: le spieghi che tu te lo sei guadagnato. Che gli uomini non crescono mica sugli alberi, e hai dovuto cercare, scegliere, aspettare quello giusto. E poi vestirti elegante per il vostro primo appuntamento, avere l’ansia che non ti saresti divertita e tornare a casa con l’ansia perché non ti aveva baciata. E poi stare accanto al telefono a decidere se chiamare tu o aspettare lui. E avere le farfalle allo stomaco la sera che avreste fatto sesso.

E svegliarti di notte con il dubbio che sì, volevi andare a vivere con lui, ma se poi non era quello giusto? E fare viaggi, risate, cene ma anche litigate enormi, passare momenti in cui, anche se eravate in due, tu ti sentivi sola come non mai. E poi il continuo sforzo di non annegare nella fatica, nella noia, nella routine, inventarsi modi sempre nuovi di averlo vicino, confidargli i tuoi problemi al lavoro e preoccuparti per lui quando doveva ritirare le analisi, che poi per fortuna sono andate bene.

E sopportare sua madre, e riempirlo di baci e pensare che, nonostante quei rutti insopportabili, sotto sotto è sempre quel ragazzo di cui ti sei perdutamente innamorata la prima sera. Tua figlia ha già quattro anni: anche se tralasci il dettaglio sul sesso, non avrà difficoltà a capire che quel posto nel lettone spetta a te.

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