La replica di Scalfarotto

24 settembre 2013 01:25

Ivan Scalfarotto ha scritto a Internazionale a proposito del mio ultimo post. Ecco la sua lettera.

Caro Direttore,

La critica è la vita stessa della politica. Fossimo tutti d’accordo, il mondo sarebbe un posto più banale e forse anche parecchio più brutto. Ma ci sono un paio di condizioni senza le quali la critica politica diventa uno strumento non solo perfettamente inutile, ma anche piuttosto sgradevole. La prima è quella di saper distinguere tra l’analisi dei contenuti e l’attacco alle persone. La seconda è quella di avere almeno una pallida idea di ciò di cui si parla.

Leggo sul sito della vostra testata, che è una tra quelle che considero più autorevoli e alle quali sono più affezionato, un articolo di Claudio Rossi Marcelli il quale - per criticare la legge contro l’omofobia e la transfobia recentemente approvata dalla Camera - si diverte a ipotizzare cosa succederebbe se la scriminante prevista dalla legge a favore delle cosiddette “organizzazioni di tendenza” si applicasse alla razza, all’etnia o alla nazionalità.

E, alla fine di questo suo divertissment, Rossi Marcelli approfitta per affermare che io personalmente (non il mio partito, non il mio gruppo parlamentare, non le forze politiche che quel disegno di legge hanno votato o sul quale si sono astenute) sarei “probabilmente” in buona fede. Dalla critica politica, dunque, al rilievo morale sulla persona.

Il fatto è, Direttore, che quella norma si applica già nel testo attuale alla razza, all’etnia e alla nazionalità, dato che uno dei principi cardine della legge è quello di equiparare in toto l’omofobia e la transfobia al razzismo, alla xenofobia e all’antisemitismo.

Lo dico non tanto per difendere la norma, sulla quale ogni critica è assolutamente legittima anche in vista del passaggio al Senato che potrà certamente migliorarla, ma per rilevare sulla base di un dato oggettivo che Rossi Marcelli non ha avuto la possibilità di leggere la norma che andava a criticare o quanto meno di informarsi adeguatamente. La qual cosa pone in dubbio non tanto la mia buona fede, ma la sua.

Per consentire dunque ai suoi lettori, e anche a Claudio Rossi Marcelli, di farsi un’idea più approfondita sul testo di legge, rinvio a una lista di domande frequenti che ho scritto per Il Post di Luca Sofri e che mi farebbe piacere linkaste anche da Internazionale.

Grazie infinite per la sua ospitalità, e buon lavoro.

Ivan Scalfarotto

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