La volta buona

15 gennaio 2019 15:03

C’è un’arte in cui il genere umano eccelle: costruire favole per poi sfregiarle. Elenchiamo esempi a prova di questa terribile vocazione.

Stiamo ottimamente nel paradiso terrestre e ci facciamo cacciare. Un dio manda suo figlio a salvarci e noi lo crocifiggiamo. Ci caviamo dallo stato di natura e facciamo di tutto per tornarci. Orchestriamo gloriose rivoluzioni e puntualmente le tradiamo.

Alla prima occasione dichiariamo che la storia è finita, che il messia è arrivato, che la porta del paradiso s’è riaperta, e ricominciamo ad azzuffarci sulla soglia, a voltolarci nell’orrore. Abitiamo un pianeta di un azzurro strepitoso e lo roviniamo senza speranza. Ci diamo a sempre nuova scienza e la volgiamo in applicazioni tecniche insensate. Facciamo nobili dichiarazioni dei diritti umani e appena se ne dà l’occasione li calpestiamo. Ci giuriamo solennemente amore eterno e gli assegniamo una fine precoce tra lacrime e sangue. Ci sentiamo al sicuro dentro la regola ma aspiriamo a essere un’eccezione devastante. E si potrebbe continuare.

A ogni generazione pare che finalmente, aggiustando qua e rivoluzionando là, il tempo delle malefatte sia finito. Ma poi è più forte di noi, sfregiamo l’Eden e ne facciamo lager. Tranne naturalmente che in questo 2019. Bisogna aver fiducia, è la volta buona: raddrizzeremo tutti i torti e non storceremo nessuno dei più sacri diritti.

Questo articolo è uscito l’11 gennaio 2019 nel numero 1289 di Internazionale, a pagina 10. Compra questo numero| Abbonati

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