30 marzo 2015 17:41

Quello che segue non è un vero documento della presidenza lettone del consiglio dell’Unione europea, ma potrebbe esserlo. Molte informazioni che contiene, per quanto assurde, sono vere, molte altre sono verosimili. Il modo migliore per spiegare Amberlight 2015, la nuova operazione europea contro l’immigrazione irregolare, è la parodia.

Bruxelles, 30 marzo 2015

Da: presidenza lettone del consiglio dell’Unione europea

A: delegazioni degli stati membri

Oggetto: aggiornamento operazione Amberlight 2015

Nei giorni scorsi sono circolate voci allarmistiche sull’operazione congiunta organizzata dalla presidenza lettone del consiglio dell’Unione europea nel quadro della lotta all’immigrazione irregolare. Si tratta di voci assai simili a quelle diffuse alla vigilia della precedente operazione Mos Maiorum, svoltasi durante la presidenza italiana, i cui ottimi risultati sono stati presentati il 22 gennaio (in sintesi: 19.234 persone in soggiorno irregolare fermate, di cui 5.088 siriani e 1.466 afgani). Prima di sottolineare i principali aspetti sotto i quali Amberlight 2015 si distingue da Mos Maiorum, si ricorderà brevemente in cosa consisterà questa nuova operazione.

Alcuni cittadini di paesi terzi che risiedono illegalmente in uno stato membro dell’Unione hanno talvolta la voglia o la necessità di uscire dall’Ue. Si tratta generalmente di persone che, entrate legalmente ma con un visto di breve durata, si sono trattenute oltre il limite massimo di 90 giorni (“soggiornanti fuoritermine”). Spesso scelgono di uscire da uno stato membro o dell’area Schengen diverso da quello dal quale sono entrate nella speranza di non essere colte in fallo.

L’operazione Amberlight 2015 intende focalizzarsi sui soggiornanti fuoritermine attraverso un rafforzamento dei controlli in uscita dagli aeroporti europei e, in particolare, dell’esame dei passaporti e dei timbri apposti, che possono essere contraffatti o alterati per occultare la reale data di ingresso nell’Ue. L’operazione mira a raccogliere il maggior numero possibile di informazioni sui soggiornanti fuoritermine intercettati, sui loro passaporti e sui metodi di contraffazione e alterazione dei timbri. Ciò consentirà di colmare, almeno in parte, le lacune dovute all’attuale assenza di sistematicità nella raccolta di dati sugli ingressi e sulle uscite nell’area Schengen e dalla stessa.

Principali elementi di differenza tra Amberlight 2015 e Mos Maiorum.

Il nome: le polemiche scoppiate su Mos Maiorum hanno provato quanto sia importante evitare nomi aulici, sibillini o percepiti come provocatori. Per l’operazione successiva si è quindi preferito un nome poetico e di facile comprensione, “la luce dell’ambra” (omaggio a una delle bellezze naturali della Lettonia). Il nome può altresì essere interpretato come una metafora dell’obiettivo dell’operazione: fare luce sul fenomeno dei soggiorni fuoritermine.

L’approccio: Mos Maiorum è stata definita da alcuni mezzi d’informazione una “caccia agli immigrati irregolari”. Sebbene tale definizione sia abbastanza calzante, essa ha suscitato una considerevole ondata d’indignazione. Si è quindi preferito organizzare un’operazione più discreta, incentrata sui controlli in uscita dagli aeroporti (da estendere eventualmente ad altri valichi di frontiera). Non si tratterà di andare a stanare gli immigrati irregolari bensì di aspettare che compiano un passo falso presentandosi spontaneamente a una guardia di frontiera.

Il periodo: Mos Maiorum era cominciata dieci giorni dopo l’anniversario del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013: una scelta sconsiderata e disastrosa sul piano della comunicazione. Alla luce di ciò, si è proceduto con cura alla scelta del periodo ideale per Amberlight 2015, evitando coincidenze con commemorazioni di stragi varie. L’operazione si svolgerà infatti nel periodo in cui ci si aspetta un aumento delle partenze dei cittadini di paesi terzi in preda alla nostalgia di casa: dal 1 al 14 aprile, ovvero nel periodo delle vacanze pasquali cristiane e ortodosse.

Le delegazioni sono invitate a tenere il massimo riserbo sulle date definitive dell’operazione al fine di evitare fughe di notizie. A tale proposito, si nota come stia diventando seccante la divulgazione di documenti interni del Consiglio da parte dell’associazione Statewatch.

Com’è noto, i soggiornanti fuoritermine costituiscono la principale fonte di immigrazione irregolare nell’Ue. È quindi indispensabile mettere a punto un sistema che permetta di individuare in modo rapido ed efficace queste persone nel momento in cui provano ad attraversare le frontiere esterne dell’Ue. È l’obiettivo del pacchetto Frontiere intelligenti proposto dalla Commissione, un sistema automatico e centralizzato di raccolta dati su tutti i cittadini di paesi terzi che entrano ed escono dal territorio dell’Unione.

Lo sviluppo di tale sistema è stato frenato da ingiustificate obiezioni sul suo costo (1,1 miliardi di euro) e sull’impatto che avrebbe avuto sulla protezione dei dati a carattere personale. La Commissione ha quindi dovuto elaborare una nuova versione del pacchetto, presentata nello studio tecnico pubblicato a ottobre del 2014. Da marzo a settembre del 2015 si svolgerà un progetto pilota affidato all’Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi di information technology su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (eu-Lisa). L’operazione Amberlight 2015 si configura quindi come strettamente collegata allo sviluppo del pacchetto Frontiere intelligenti.

Come sottolineato fin dal 2011, uno degli obiettivi del sistema di ingressi/uscite (parte del pacchetto “Frontiere intelligenti”) è “identificare e individuare i migranti in posizione irregolare, in particolare i soggiornanti fuoritermine, anche all’interno del territorio, e aumentare le possibilità di rimpatrio”. Ne consegue che questo è anche uno degli obiettivi dell’operazione Amberlight 2015. Alle persone sorprese senza documenti di viaggio validi saranno applicate le seguenti sanzioni: pagamento di una multa, obbligo di imparare a memoria il regolamento che istituisce il codice comunitario dei visti, espulsione. Un trattamento di favore sarà riservato ai turisti occidentali che, per sbadataggine, non si sono accorti di aver superato il limite dei 90 giorni.

Nessun dato personale sarà raccolto durante questa operazione per il semplice motivo che i soggiornanti fuoritermine, in quanto persone, non rivestono alcun interesse per gli stati membri. Si sottolinea come debbano essere considerati, invece, unicamente numeri da analizzare, confrontare e, soprattutto, ridurre.

Naturalmente la maggior parte dei soggiornanti fuoritermine presenti sul territorio dell’Unione preferisce non correre rischi ed evita quindi di presentarsi al controllo passaporti in partenza da un aeroporto. Per questo è indispensabile implementare al più presto il pacchetto Frontiere intelligenti, che consentirà di ottenere automaticamente i dati sui soggiornanti fuoritermine non appena il limite dei 90 giorni sarà superato. In futuro è auspicabile che tale sistema permetta anche di geolocalizzare queste persone, consentendone quindi un rapido arresto e un’espulsione altrettanto rapida. Le discussioni su quale sia la teconologia più efficace da impiegare (braccialetto elettronico o microchip sottocutaneo) sono in corso.

Si ricorda tuttavia come il modo più efficace per eliminare il problema dei soggiornanti fuoritermine sia di affrontarlo alla radice, ossia riducendo quanto più possibile gli ingressi legali di persone “a rischio”. Tale obiettivo si consegue evitando di rilasciare visti a persone sospette (turisti provenienti da paesi non occidentali, giovani che si spacciano per studenti o talenti sportivi, sedicenti esperti invitati a conferenze sui diritti umani, pseudoartisti in tournée). Purtroppo i cittadini di alcuni paesi terzi sono esenti dall’obbligo di visto d’ingresso. Tuttavia, attraverso controlli mirati negli aeroporti di arrivo, è possibile individuare i soggetti sospetti appena sbarcano dall’aereo e rispedirli indietro a stretto giro di posta.

Queste misure hanno l’incresciosa conseguenza di aumentare gli ingressi clandestini nel territorio dell’Ue, un punto sul quale invitiamo il Lussemburgo, che eserciterà la presidenza del consiglio nel prossimo semestre, a concentrare la sua attenzione.

A tutte le delegazioni auguriamo una fruttuosa operazione Amberlight 2015 e una piacevole Pasqua in famiglia.