Francesca Spinelli

È giornalista e traduttrice. Vive a Bruxelles e collabora con Internazionale. Su Twitter: @ettaspin

In Belgio il Global compact divide il governo e rafforza l’estrema destra

Il primo ministro Charles Michel ha aderito alla proposta Onu sui migranti e i nazionalisti hanno lasciato il governo. Il nuovo esecutivo è più fragile del precedente. Leggi

Che cos’è il Global compact e perché l’Italia vuole rimanerne fuori

Qual è la posizione dell’Italia, quale quella degli altri paesi europei e perché in Belgio il Global compact rischia di far cadere il governo. Leggi

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La poesia di frontiera di Serge Meurant

Impegnato nel collettivo Morts de la rue, rende omaggio alle persone senza dimora morte per le strade in Belgio, terra di immigrazione sempre più ostile. Leggi

La prevedibile morte di una bambina curda, uccisa dalla polizia belga

Si chiamava Mawda ed era nata in Germania nel 2016. I suoi giovani genitori erano fuggiti dal Kurdistan iracheno. Nella notte tra il 16 e il 17 maggio 2018 è morta dopo essere stata raggiunta da un colpo sparato da un poliziotto. Leggi

Chi si oppone ai rimpatri dei migranti finisce in tribunale

Il 13 dicembre un tribunale belga si pronuncerà sul caso di sei passeggeri incriminati per aver protestato contro un’espulsione su un volo per il Camerun. Leggi

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La lotta al traffico di migranti è solo un diversivo

I governi europei hanno fatto del contrasto ai trafficanti di migranti una priorità. Ma i veri obiettivi sono altri: ostacolare la circolazione delle persone, criminalizzare le ong e confondere l’opinione pubblica. Leggi

E se Puigdemont chiedesse asilo politico in Belgio?

Il leader catalano oggi è a Bruxelles per incontrare i rappresentanti del partito nazionalista fiammingo. Tra loro c’è Theo Francken, secondo cui Puigdemont potrebbe chiedere asilo politico. Leggi

In Belgio il diritto alla casa apre una nuova stagione di lotte

Approvata il 5 ottobre, una nuova legge criminalizza le occupazioni abusive di alloggi vuoti. Un provvedimento in controtendenza rispetto alle recenti evoluzioni nella lotta per il diritto all’abitazione. Leggi

Belgio, Italia e Sudan collaborano per i rimpatri dei migranti

Una polemica simile a quella scoppiata in Italia nel 2016 travolge il governo belga, accusato di calpestare i diritti umani e di corteggiare l’estrema destra. Leggi

Sui visti umanitari per i profughi la battaglia è ancora aperta

La recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea segna un punto a sfavore di chi chiede vie di accesso legali e sicure per i profughi che desiderano raggiungere l’Unione europea. Ma la riforma del codice dei visti offre un’altra occasione di cambiamento, e il parlamento europeo è deciso a non lasciarsela sfuggire. Leggi

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Come cambierà il regolamento di Dublino sul diritto d’asilo europeo

Il regolamento di Dublino è tornato al centro di accese discussioni tra la Commissione europea, gli stati dell’Unione e il parlamento europeo, con la proposta di riformarlo una terza volta. Ma la riforma rischia di penalizzare i richiedenti asilo, che rimarranno pedine in mano ai singoli governi. Leggi

Il magistrato italiano che difende il diritto d’asilo dei profughi siriani

Ha dimostrato che i governi europei hanno l’obbligo di offrire ai profughi siriani una via legale di accesso al territorio dell’Unione. Ma il parere di Paolo Mengozzi, avvocato generale alla Corte di giustizia dell’Unione europea, non è vincolante. In una sentenza attesa per il 7 marzo, la Corte potrebbe decidere di seguirlo o dare il colpo di grazia alle speranze di tanti profughi. Leggi

In Belgio chi s’innamora di un migrante affronta molti ostacoli

Interrogatori, perquisizioni, arresti: in Belgio lo stato dà la caccia alle coppie in cui uno dei due partner non ha un titolo di soggiorno, agitando lo spauracchio delle unioni di comodo. Nel 2015 è nata una rete che denuncia questo clima di persecuzione. Leggi

Storie di resistenza alle espulsioni verso l’Afghanistan

Cacciati da Calais, respinti dalla Croazia, rimandati a Kabul: i profughi afgani sognano l’Europa, ma gli stati membri fanno di tutto per tenerli fuori o rimpatriarli. Contro queste politiche c’è chi resiste, in Europa e in Afghanistan. Leggi

L’Europa è un luogo sempre meno accogliente con i profughi afgani

Il 13 dicembre l’accordo tra l’Unione europea e il governo di Kabul sui rimpatri è diventato operativo con una prima espulsione collettiva dalla Norvegia e dalla Svezia verso l’Afghanistan. Leggi

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L’accordo con il Canada ha tirato fuori il meglio e il peggio dell’Ue

Nel luglio del 2015 a Bruxelles ho conosciuto Denise Gagnon, energica e loquace rappresentante del Réseau québécois sur l’intégration continentale (Rqic). Denise aveva attraversato l’oceano per partecipare a un incontro sulla campagna internazionale contro i due accordi di libero scambio che l’Unione europea stava negoziando. Leggi

Viaggio tra le lobby che influenzano le politiche migratorie europee

Il punto di partenza è il rond-point Schuman, al centro del quartiere delle istituzioni europee. È qui che Stéphanie, dell’ong pacifista belga Agir pour la paix, dà appuntamento per una visita guidata di Bruxelles diversa dalle altre. Leggi

La lotta contro la schiavitù in Mauritania non è ancora finita

Quando l’attivista mauritana Mariem Mint Cheikh Dieng è arrivata in missione in Europa, alla fine di giugno del 2015, il suo compagno nella lotta contro la schiavitù Biram Dah Abeid era in carcere già da quasi otto mesi. Biram e Mariem fanno parte nell’Iniziativa per la rinascita del movimento abolizionista fondata nel 2008 contro una pratica illegale ma ancora diffusa in Mauritania. Leggi

Una misura umiliante per chi chiede asilo in Belgio

Marc Vanden Bussche è un uomo ferito. Il sindaco liberale di Koksijde, piccolo comune fiammingo che vanta la popolazione più anziana del Belgio, assicura di essere stato frainteso. Le malelingue gli hanno dato del razzista, dello “sceriffo pazzo”, eppure non ha fatto altro che “applicare delle procedure operative e legali” – così spiegava sul quotidiano Le Soir il 26 ottobre – in seguito all’arrivo di trecento richiedenti asilo nella sua cittadina. Leggi

I centri di identificazione ed espulsione vanno chiusi e basta

Il primo centro di identificazione ed espulsione (Cie) del Belgio aprì nel 1988 per smistare i richiedenti asilo veri da quelli “finti”. Negli anni i Cie si sono moltiplicati, sempre con lo stesso obiettivo, ma senza limitarsi alle persone appena arrivate alle frontiere esterne dell’Unione. Oggi ci finiscono uomini, donne e minori che vivono nell’Unione europea da mesi, anni, a volte decenni. Leggi

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