Immigrazione

Non solo Riace, il sistema di accoglienza italiano è sotto attacco

Ecco perché i problemi di Riace sono quelli di molti paesi italiani che hanno investito nell’accoglienza. Leggi

Raccolte 85mila firme per cambiare la legge sull’immigrazione

Le firme sono state consegnate alla camera dei deputati per chiedere la riforma del Testo unico sull’immigrazione, noto come legge Bossi-Fini. Leggi

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Ejaz Ahmad, un giornalista pachistano a Roma

Ejaz Ahmad è un giornalista pachistano arrivato in Italia negli anni ottanta. Il nuovo video di Termini Tv. Leggi

Il caporalato in Italia, ai tempi della nuova legge

Cos’è oggi lo sfruttamento dei lavoratori agricoli, perché è così diffuso e perché una buona legge da sola non basta a fermare il fenomeno. Il reportage di Stefano Liberti ed Fabio Ciconte dalla provincia di Foggia. Leggi

Muri, rifugiati ed egoismi nazionali

Le sfide dell’Europa sull’immigrazione Leggi

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La solitudine dei bambini in fuga dalla guerra

Il fenomeno dei minori non accompagnati che partono per l’Europa occidentale attraverso i paesi balcanici è in crescita. I ragazzi, in fuga dalla guerra, sperano di ottenere lo status di rifugiati e di farsi raggiungere legalmente dalla propria famiglia. Arrivati in Bulgaria, però, si trovano spesso in situazione difficili. Leggi

Dopo il sì alla Brexit, i britannici devono discutere di razzismo

“Votare per la Brexit non significa essere razzisti. Ma diciamoci la verità, è stato un voto determinato dalla rabbia per l’aumento dell’immigrazione”, dice la giornalista Anushka Asthana. “Dopo il referendum alcuni pensano che il razzismo possa essere espresso liberamente e questo dovrebbe preoccupare tutti i cittadini britannici”. Il video del Guardian. Leggi

La rotta sicura per l’arrivo dei migranti in Europa

“Quando siamo andati via di casa non abbiamo portato via niente. Non abbiamo preso neanche i vestiti. Ho preso mio figlio in braccio, mio marito ha preso la bambina. Da quando siamo andati via dalla Siria non sappiamo nulla della nostra casa”. Fatima Abdulwahed e i suoi due figli sono tra i profughi arrivati in Italia grazie ai corridoi umanitari. Il reportage di Stefano Liberti e Mario Poeta, l’ultimo di una serie sull’accoglienza dei migranti in Italia. Leggi

Gli schiavi di Mineo

“Esci alle 8 di mattina e non fai che pedalare, pedalare e pedalare. Quando arrivi al campo, già stanco morto, ti aspettano otto ore di fatica e 15 euro di paga al giorno. E’ assurdo!”. I richiedenti asilo del C.a.r.a. di Mineo, in Sicilia, sono le braccia invisibili per la raccolta delle arance. Il reportage di Paolo Martino e Mario Poeta, il quarto di una serie sull’accoglienza dei migranti in Italia. Leggi

La rotta del Mediterraneo è la più pericolosa per i migranti

“Non ci vuole molto a naufragare con queste barche. La mortalità sulle imbarcazioni nel Mediterraneo centrale è la più alta del mondo. È la rotta più pericolosa per migranti e rifugiati”, dice Christopher Catrambone, il fondatore del Moas, la missione di salvataggio privato che lavora in quel tratto di mare. Il video del New York Times. Leggi

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La storia di Seny, un profugo in famiglia

“Nel giro di tre ore abbiamo deciso che avremmo ospitato Seny nella nostra casa: dopo tanto parlare era venuto il momento di fare”. Agnese Bianco è un’assistente sociale di Asti e con il marito Andrea e il figlio dodicenne ha deciso di accogliere in casa per tre mesi un richiedente asilo gambiano. Il reportage di Annalisa Camilli e Mario Poeta, il terzo di una serie sull’accoglienza dei migranti in Italia. Leggi

Vicini di casa, la mafia minaccia i migranti a Nicastro

“Ho lasciato l’Egitto e sono stato nove giorni in mare. È stato un viaggio bruttissimo. Avevo 14 anni, ero piccolo. Sono arrivato alla comunità a Lamezia Terme, mi trovo bene, sono andato a scuola, ho fatto amicizia”. Il reportage di Raffaella Cosentino e Mario Poeta da Nicastro, in Calabria, il secondo di una serie sull’accoglienza dei migranti in Italia. Leggi

Come accogliere un rifugiato in casa

Anche in Italia è attiva la piattaforma che mette in contatto i rifugiati e le famiglie disposte ad accoglierli. Leggi

Un regalo per addolcire la vita di una palestinese a New York

Quando Manhattan diventa troppo claustrofobica, si può sempre attraversare il ponte e andare a “little Arabia” (Astoria, Queens) o a “little India” (Jackson Heights). Lì gli edifici sono di dimensioni umane e le persone non sembrano uscite da una rivista di moda. La società dell’immigrazione è perfettamente visibile. Leggi

Hotspot, le impronte dei migranti

“La polizia ci ha portato in un campo e ci ha circondato”, dice il migrante etiope F., sbarcato a Messina. “Poi ci hanno chiesto le impronte digitali, con la forza. Mi hanno colpito dappertutto, sul corpo e sulla testa”. Il reportage di Valeria Brigida e Mario Poeta, il primo di una serie sull’accoglienza dei migranti in Italia. Leggi

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Il sistema di accoglienza dei migranti in Italia è come una cipolla

I reportage di Welcome to Italy vogliono fornire strumenti di informazione sull’accoglienza, facendola raccontare in prima persona da chi è nel sistema – migranti, operatori, forze di sicurezza – per contribuire a un dibattito troppo dominato dalla paura e da slogan allarmistici. Leggi

Ancora lacrimogeni contro i migranti a Idomeni

Il 13 aprile la polizia macedone ha lanciato gas lacrimogeni e granate stordenti contro un centinaio di migranti che manifestavano per l’apertura delle frontiere lungo il confine tra Grecia e Macedonia a Idomeni. Tre giorni prima, il 10 aprile, 260 migranti sono rimasti feriti nei violenti scontri con la polizia. Il video dell’Afp. Leggi

Abbiamo accolto i profughi nel 1945, non possiamo abbandonarli oggi

Il veterano britannico Harry Leslie Smith ha visto ogni possibile crudeltà umana combattendo nella seconda guerra mondiale. Ma, dice, il suo paese mostrò nel 1945 grande compassione accogliendo duecentomila rifugiati polacchi. Oggi invece i leader politici europei rinnegano ogni principio di umanità, respingendo i rifugiati che fuggono da paesi in guerra. Leggi

In treno dal Guatemala all’Arizona nei panni di un migrante

Flaviano Bianchini è un attivista italiano che, fingendosi peruviano, ha viaggiato a bordo del treno soprannominato “la bestia”, che dal Centroamerica attraversa il Messico carico di migliaia di persone che ogni anno cercano di raggiungere gli Stati Uniti. Un viaggio lungo 21 giorni raccontato da Bianchini nel libro Migrantes. Clandestino verso il sogno americano (Bfs edizioni 2015). Il nuovo video di Termini Tv. Leggi

Partire o restare, a Tripoli l’ultima scelta dei migranti

“Dopo la preghiera ci hanno chiamato per metterci sulla barca. Ho visto che l’imbarcazione era piena, sovraccarica, quindi mi sono rifiutato di salire. Più tardi mi hanno detto che tutta quella gente è scomparsa. Il mare era troppo mosso. Gli ho chiesto indietro i soldi, ma hanno rifiutato”. Reportage da Tripoli, in Libia, l’ultima tappa africana dei migranti nel lungo e pericoloso viaggio verso l’Europa. Leggi

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