28 marzo 2014 17:02

Johnny Cash, She used to love me a lot

All’inizio degli anni ottanta Johnny Cash ebbe uno dei tanti periodi difficili della sua vita. Dopo essere ricaduto nella dipendenza dalle droghe, decise di disintossicarsi. In questi anni, tra il 1981 e il 1984, registrò anche i brani di Out among the stars insieme al produttore veterano Billy Sherrill. Il disco però fu scartato dalla sua casa discografica del tempo, la Columbia. Grazie a suo figlio, John Carter Cash, questi nastri sono stati recuperati e pubblicati postumi il 25 marzo. E sono saltate fuori gemme come She used to love me a lot. È difficile rimanere indifferenti alla voce di Johnny Cash.

Swans, A little god in my hands

Spesso le canzoni degli Swans partono piano, come in questo caso. Salvo poi diventare una valanga sonora difficile da fermare. Come in questo caso. La voce di Michael Gira poi fa il resto. Dopo il bellissimo The seer, un gustoso antipasto del nuovo disco To be kind, in uscita il 13 maggio.

The National, This is the last time

Pezzo estratto da Trouble will find me, l’ultimo lavoro della band statunitense pubblicato nel maggio 2013. Uno dei più belli del disco. I National l’hanno presentato dal vivo il 27 marzo al Tonight show di Jimmy Fallon. Sempre bello riascoltarla, anche se è uscita qualche mese fa.

Liars, Mess on a mission

I Liars sono una band di Brooklyn che fa (quasi sempre) dischi bellissimi. Nati e cresciuti nel mondo punk e noise, Angus Andrew e compagni in questi anni si sono spostati progressivamente verso l’elettronica. Come il precedente WIXIW, il nuovo album Mess prosegue sulla strada dei sintetizzatori. Mess on a mission è il primo singolo del disco ed è anche tra le canzoni migliori.

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The brothers and sisters, All along the watchtower

Di cover di Dylan ne abbiamo sentite tante, troppe. Ma stavolta vi giuro che ne vale la pena. Dylan’s gospel è un disco registrato nel 1969 dai Brothers and sisters, un coro di Los Angeles. La casa discografica Light in the attic lo ristamperà dal 1 aprile. Prodotto da Lou Adler, che negli anni successivi ha lavorato a Tapestry di Carole King, e arrangiato da Gene Page, uno della scuderia Motown, questo è il classico album a cui non daresti due lire e invece ti trovi ad ascoltare un sacco di volte.

Giovanni Ansaldo lavora a Internazionale. Si occupa di tecnologia, musica, social media. Su Twitter: @giovakarma