27 dicembre 2019 10:49

Non comprare più l’acqua minerale in bottiglie di plastica. Addio melatonina. Cambiare tutte le password. Occupare più spazio (come insegna Twyla Tharp). Riuscirci. Non comprare vestiti. Vedere più spesso gli amici lontani. Continuare a guardare This is us senza versare una lacrima. Ogni giorno, sotto ogni riguardo, progredire sempre di più. Imparare a ricamare. Destrutturare gli automatismi negativi. Trovare il nome giusto. Non ragionare in termini assoluti. Lavorare di meno e divertirmi di più. Non credere negli spoiler. Diventare più flessibile. Stare più vicino al mio papà vecchietto. Andare al cinema. Essere gentile, essere professionale, ma avere sempre un piano per uccidere chiunque incontro. Fare pace con Roma. Imparare a fare i selfie. Vedere film. Affrontare senza paura le mie debolezze. Imparare a fare le orecchiette come mia madre. Tadasana: la posizione della montagna. Più coraggio. Visitare alcune città italiane. Non deludere le aspettative. Mettermi al centro. Guardare Marilyn da lontano. Realizzare quello di due anni fa. Tollerare la suocera. Imparare a fare gli origami. Pensare in grande, senza esagerare. Coccole, pazienza e pannolini biodegradabili. Ricominciare. Sostenere ogni donna e ragazza intelligente che incontro, ancora di più appoggiare ogni donna e ragazza fuori dai canoni. Leggere Horcynus Orca e fare gli stacchi con 100 kg. Eliminare il superfluo. Prendere finalmente lezioni di pianoforte. Scendere sotto i cinque minuti a chilometro. Ridurre i decibel. Studiare.

Come ogni anno, questi sono i buoni propositi della redazione di Internazionale. E i vostri?

Questo articolo è uscito sul numero 1339 di Internazionale. Compra questo numero|Abbonati