Paris Cotechiño

25 luglio 2018 18:07

1. Morcheeba, Paris sur mer (feat. Benjamin Biolay)
Flusso di coscienza lungo i grands boulevards, Parigi località balneare o stazione sciistica sì, et alors? I britannici Morcheeba, coadiuvati da un cantautore che mormora come un Leonard Cohen francofono, hanno un pezzo perfetto come calmante rispetto al delirio cool emanato dalla nazionale di calcio preferita di Macron. Si trova nell’album Blaze away, accanto a ricordi di reggae, un piano elettrico che scrive una cartolina da L.A. e altre atmosfere trippy per chi vuol farsi cullare da eclettismi global. E smettere di rosicare.

2. Gianni Denitto, Air China
India, Cina, Nepal e Senegal: come le tappe di un world tour di Marco Polo, i luoghi impressi nella mente di un sassofonista errante; quasi come se il torinese Gianni Denitto, lasciata la confusa America trumpiana, si fosse dedicato al resto del pianeta. E allora ecco il suo album Kala sprigionare aromi di caffè arabico e rap di Singapore, giri tra rastaman di Stoccolma e rassegne di cinema a Dakar. Un mondo di souvenir raccolti con lo spirito di un Bruce Chatwin del jazz trasversale: manufatti in legno, percussioni nordafricane, sempre di elegante ascolto.


3. Sonny Willa, Ronaldinho
Elaborazione del lutto da fine Mondiali che viene dal videoclip del rapper genovese la cui fama va dalle favele urbanistiche della Lanterna alle regioni radio di Rapnews24. Lapadula, Dybala, Wanda Nara, tutti convocati in questa rassegna pallonara alla Paulo Roberto Cotechiño, dove l’importante non è vincere ma fare “numeri su numeri su numeri”. L’ossessione pallonara appallottolata in un flow narrativo da grigliata demenziale e gloriosa come poi il football tutto (mancava un featuring del Ronaldinho vero, ai bonghi come a Russia 2018).


Questa rubrica è uscita il 20 luglio 2018 nel numero 1265 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati

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