Salone dell’It Pop

17 aprile 2019 15:14

1. Rovere, Peter Pan
Se come band ti chiami Rovere e chiami l’album Disponibile anche in mogano, quanto t’ha sciupato la vita il Salone del mobile? Questi tre sono di Bologna, e forse sono contaminati più dalla genealogia che va da Freak Antoni allo Stato Sociale. Comunque il loro è pop giudizioso, hanno la ballatina con l’ukulele (Everest), il pezzo nostalgia con la drum machine vecchio stile (Primavera 80) e il pezzo statement generazionale: Peter Pan, dove finiscono per dispensare rime sdrucciole e dare un consiglio prezioso: “Piantala di dare soldi alla Snai”.


2. Legno, Le canzoni di Venditti
E se come band ti chiami Legno, e il titolo del tuo album è Titolo album, e per giunta come segno di riconoscibilità usi delle scatole di cartone con emoticon disegnati sopra, come stai? Non benissimo, e questo duo milanese mostra in effetti sintomi di anima, esterna sentimenti verosimili, anche se poi mettono tutto tra virgolette e strascicano un po’ la voce sulla tangenziale tra Vasco e Povia. Insomma è un momento così, ma ad ascoltarlo è pure piacevole; sarà il rumore dell’It Pop che raschia il fondo del barile, ma è un rumore gentile.


3. NAIP, È tutta colpa della Juve
E se come artista ti chiami con un acronimo che sta per Nessun Artista In Particolare e titoli l’album con lo stesso acronimo, che sta per Nessun Album In Particolare, come stai? La grafica è eccellente, dall’artwork di Pasquale de Sensi spuntano zebre, mandolini e ananassi, e puoi divertirti a collegare ogni pittogramma a un pezzo. Questo poteva diventare un inno da stadio o un pezzo di denuncia, e invece l’artista qui è interessato più ai mantra ricavati dal parlato comune e amplificati in trance elettronica. Non è da tutti, men che meno da curva.


Questo articolo è uscito nel numero 1302 di Internazionale. Compra questo numero|Abbonati

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