Dopo l’orgasmo

07 novembre 2018 17:16

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sapevo che la strana fascinazione per la gomma di mio fratello avrebbe potuto diventare sessuale. Da piccolo rubava i guanti di gomma e se li nascondeva in camera, e in casa successe un casino quando a dodici anni nostra madre gli trovò in camera una maschera antigas. Oggi mio fratello, che ha più di trent’anni, ha uno stanzino pieno di indumenti in gomma, che costituisce più o meno il suo intero abbigliamento (quando non lavora si veste di gomma). I suoi amici sono tutti feticisti della gomma. Se viaggia è per andare agli eventi fetish, dove può vestirsi di gomma in pubblico. Si fidanza solo con feticisti della gomma, il che mi sembra un limite pesante alle sue prospettive sentimentali, e posta foto di sé vestito in gomma sui social. Leggendo la tua rubrica so che i feticismi non sono una cosa che si sceglie, e che è possibile integrarli nella vita sessuale in modo sano. Ma l’interesse di mio fratello per la gomma mi sembra ossessivo. Tu cosa ne pensi?

–Rubbered Up Baby Brother’s Erotic Rut

Se tuo fratello avesse avuto l’ossessione del surf o dello snowboard e avesse basato tutta la sua vita sulla ricerca dell’onda o della neve perfetta – e frequentato solo persone accomunate da quella passione – tu non mi avresti scritto. Lo stesso vale se fosse stato ossessionato da qualche sport professionistico, come tanti maschi eterosessuali, o per i musical, come tanti gay. L’unico “problema”, qui, è che a tuo fratello quell’ossessione glielo fa venire duro, e per essere ancora più chiari, RUBBER, il problema è suo, non tuo. Le ossessioni e le passioni erotiche sono legittime tanto quanto quelle non erotiche. E se anche pensassi che tuo fratello avesse un problema – e non lo penso – nulla di quanto ho scritto fin qui avrebbe come effetto quello di fargli piacere meno i vestiti di gomma, gli amici appassionati di gomma e gli eventi a tema.

Ultimamente rifletto un sacco su me stesso, la mia sessualità e la mia sfera romantica. Connettersi e trovare qualcuno con cui scopare è facile. Sono un dominatore con un fisico da orso. Nella mia vita ci sono alcune signore che scelgono di dividere il letto con me. Di sottomessi da legare e torturare (e di sottomesse, sono bisessuale) ne trovo. Quello che non riesco a trovare è una partner stabile. Il problema è che, dopo aver scopato con una persona, esserci andato a letto o averla torturata, il mio cervello smette di considerarla in termini sessuali e la sposta nella categoria “amicizie”. Ho amiche con cui una volta scopavo regolarmente, e con le quali adesso è una fatica farselo alzare. Resta comunque del buon sesso, ma non c’è passione. E una volta concluso nel mio cervello restano comunque nella categoria “amiche”. Qualcuna ha accennato alla possibilità di approfondire, ma sono amiche, non potenziali compagne. Ho 32 anni, fratelli e sorelle tutti sposati e con figli, e gli amici di sempre hanno cominciato a sposarsi e a far figli anche loro. Io invece sono qui che non riesco a trovare una compagna stabile. Sarò difettoso? Devo semplicemente accettare il fatto che, almeno per me, partner sessuali e partner sentimental-domestiche rimarranno sempre categorie separate?

–Always Alone

E se tu non fossi come tutti gli altri? Se semplicemente la tua sessualità funzionasse così? Se per tua natura – emotiva, romantica e sessuale – fossi portato ad avere legami sessuali intensi ma brevi, dai quali poi sbocciano meravigliose amicizie? E se ti avessero convinto a pensare che sei difettoso perché il tipo di relazione stabile che hanno i tuoi fratelli e i tuoi amici viene celebrato, mentre i rapporti brevi ma riusciti non sono visti di buon occhio? Se i tuoi fratelli e i tuoi amici vogliono avere il tipo di relazione che hanno – ed è possibile che alcuni non lo vogliano – non vivranno alcun conflitto interiore riguardo alle loro scelte, e per quelle scelte non verranno contemporaneamente ricoperti di lodi.

Ma in in realtà cos’è che fanno? Fanno quello che vogliono, ciò che li rende felici, ciò che per loro va bene sul piano affettivo, emotivo e sessuale. Tu invece? Forse fai anche tu quello che vuoi, AA, quello che potrebbe renderti felice. Ma allora perché non ti rende felice? Forse perché ti sei lasciato convincere di essere difettoso da una cultura che promuove un certo modello di relazione – la coppia, preferibilmente monogama – sostenendo che sia l’unica opzione sana e moralmente accettabile, e che chiunque faccia diversamente, chiunque scopi o intrecci relazioni in modo diverso, sia difettoso. Tu ovviamente potresti esserlo, ma questo vale per chiunque.

Potresti essere difettoso tu, potrei esserlo io, potrebbero esserlo tuo fratello o tua sorella (riguardo a questi ultimi: non sempre chi si sposa e fa figli avrebbe voluto sposarsi e avere figli. Qualcuno certamente sì, AA, ma c’è anche chi soccombe alle aspettative altrui). Ti do però un consiglio, una cosa da provare, e che può forse aiutarti perché potrebbe essere vera: prova ad accettare il fatto che per te partner sessuali e partner sentimentali-domestiche potrebbero per sempre rimanere cose separate, e questo non significa che tu sia difettoso. Se accettarlo ti fa sentire completo, AA, allora la risposta ce l’hai.

Il mio consiglio potrebbe essere diverso se i tuoi brevi ma intensi incontri sessuali lasciassero una scia di sofferenza. Ma non è così. Ti vedi un po’ di volte con una persona, condividete un’intensa esperienza sessuale e per un attimo provi anche dei sentimenti. Quando il coinvolgimento sessuale e sentimentale viene meno, però, non ti ritrovi con una fila di nemiche ed ex risentite, bensì con un giro di belle amicizie che si allarga. Il che mi porta a credere che, pur non facendo quello che fanno tutti gli altri, AA, tu sia chiaramente sulla strada giusta.

P.S. Se poi un giorno volessi sposarti, c’è anche questa possibilità: un bel matrimonio platonico con un’amica molto stretta – una persona come te, AA, che veda i potenziali compagni di vita e i potenziali partner sessuali come due categorie distinte che non si sovrappongono – unito a tutte le avventure su Grindr e le sessioni bdsm che ti andrà di fare, e dalla cui casualità potranno nascere belle amicizie.

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Sono un ventottenne eterosessuale sposato con una ventiseienne eterosessuale. Io e mia moglie abbiamo visto un video sulla sessualità e l’orgasmo femminile, e diceva che a differenza degli uomini le donne, dopo l’orgasmo, non hanno un periodo refrattario. Siamo rimasti perplessi perché per noi è quasi l’esatto opposto. Io, dopo l’orgasmo, non accuso mai sonnolenza, calo di sensibilità o perdita dell’erezione. Mia moglie invece, dopo l’orgasmo, lì non vuole neanche essere baciata. Dice che è ipersensibile e come infiammata, ed è una sensazione che può durare per ore. È normale?

–Newlywed’s Orgasms Rarely Multiply

Quella che descrivi non è la norma, NORM, ma è la vostra norma.
La maggior parte degli uomini perde interesse nel sesso subito dopo il raggiungimento dell’orgasmo. Si chiama periodo refrattario, e può durare dai quindici minuti (negli adolescenti) alle ventiquattro ore (per i vecchietti). È una cosa ormonale: quando un maschio viene, la sua ghiandola pituitaria gli pompa nel sangue della prolattina, e la prolattina blocca la dopamina, l’ormone che fa arrapare i maschi e li mantiene arrapati. Alcuni uomini, però, producono pochissima prolattina, e di conseguenza hanno un periodo refrattario breve; pochissimi non ce l’hanno affatto e possono avere orgasmi multipli. Non ci dici se anche tu riesci a venire ripetutamente, ma il fatto di non perdere l’erezione dopo l’orgasmo è abbastanza eccezionale. Sembra eccezionale anche tua moglie, NORM, visto che la maggior parte delle donne orgasmiche riesce ad avere orgasmi multipli, ma la maggior parte delle donne ≠ tutte le donne (ho sempre amato quel che scriveva la pioniera della sessuologia Mary Jane Sherfey nel 1966: “Più orgasmi ha, e più potrebbe averne: la femmina umana è a tutti gli effetti sessualmente insaziabile”. I corsivi sono suoi).

Ma ti ripeto, NORM, che in voi due non c’è nulla che non vada. È solo che la vostra norma non è la norma, il che è un problema solo se lo si vuole considerare come tale.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.

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