16 giugno 2021 16:56

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito

Siamo una coppia europea felicemente sposata, che ti legge da tanto, entrambi sui trent’anni e interessati a fare sesso ogni tanto con altre persone. Prima della pandemia siamo stati invitati a un festino privato in una grande capitale europea. Era una serata di scambisti in cui hanno controllato in anticipo età e aspetto dei partecipanti. Per noi era la prima volta ed è stato bellissimo, una rivelazione, molto eccitante anche se non ci siamo spinti a fare cose con altri. Ma ci siamo ripromessi di tornare per approfondire. Poi, con il covid-19, non potendo più spostarci abbiamo deciso di cercare in zona. Abbiamo fatto cose a tre e a quattro stupende, ed è andato tutto alla grande finché una coppia non ci ha attaccato l’herpes. O non sapevano di averlo o non si sono preoccupati di dirlo. Qui da noi l’herpes non è diffuso come negli Stati Uniti, stando alle ricerche che ho fatto, ed è stata una bella batosta, ma una volta informati e curati abbiamo deciso di continuare a fare sesso con altri. Lo diciamo a tutti in anticipo perché ci sembra giusto. C’è chi sparisce, chi se ne frega, chi ammette di averlo a sua volta (e in casi così ci chiediamo se la cosa sarebbe saltata fuori anche se non avessimo “confessato” per primi). Siamo ancora iscritti al gruppo online che organizza quel meraviglioso festino, e adesso, con le varie riaperture, stanno iniziando a organizzare il prossimo. Vorremmo tanto tornare. La mia domanda è: possiamo? È il caso? Dobbiamo dire a tutti dell’herpes? O in un’orgia con cinquanta e passa persone è un un rischio che accetti di correre? Ci siamo informati bene sulle modalità di trasmissione e sappiamo che a volte basta il contatto della pelle. Sappiamo anche che è possibile avere l’herpes senza rendersene conto, e che quindi senza saperlo potrebbero averlo anche altri partecipanti. Qual è la scelta giusta? Rinunciare semplicemente a quell’orgia per il resto dei nostri giorni? Prendere l’antivirale nel weekend e scopare con più gente possibile senza preoccuparci?

– Sincerely Wondering About Post-Pandemic Explicit Disclosures

P.S. Sulla questione ho trovato una risposta online della dottoressa Betty Dodson, pubblicata nel 2009, ma mi piacerebbe sapere come la pensi.

Mmm. Da un’orgia di scambisti solo su invito dove prima controllano “età e aspetto” (tradotto: niente vecchi* e niente brutti*) mi aspetterei qualche domandina anche sulla salute sessuale dei potenziali partecipanti. Se gli organizzatori non ti chiedono di dire se hai l’herpes o altre infezioni di tipo sessuale – perché adottano protocolli per il sesso sicuro che riducono il rischio di trasmissione e/o giustamente pensano che chi vuole fare sesso con cinquanta sconosciuti in una sera l’herpes ce l’abbia o quantomeno voglia correre il rischio – io non penso che dobbiate a dirlo.

Ma “non penso che dobbiate” non significa “penso che non dovreste”. Io penso che dovreste dirlo e continuare a dirlo, SWAPPED e se dirlo vi fa cancellare dalla lista degli invitati potrete tranquillamente scoparvi altre persone in altre grandi capitali europee. Voglio dire, alle coppie della vostra zona già lo state dicendo, e non mi pare che vi siano mancate le occasioni… nemmeno in piena pandemia. (Chi durante la pandemia – che non è finita – non aveva paura di prendersi il covid-19 non si sarà fatto grandi problemi nemmeno per l’herpes). Ok, dopo la rivelazione qualche coppia è sparita, ma a leggerti direi che altrettante non hanno battuto ciglio. E quelle sparite? C’è chi l’herpes ce l’ha senza saperlo, proprio come come l’Hpv, SWAPPED, perché sono entrambe malattia sessualmente trasmissibili (Mst) molto diffuse e facilmente trasmissibili con il contatto cutaneo. Chi le vuole evitare non deve fare sesso con più partner, o fare sesso tout court, considerato quanto sono comuni e, ripeto, con quanta facilità si trasmettono. E chi frequenta le orge – come chiunque abbia una vita sessuale – dovrebbe farsi con regolarità gli esami per le Mst, curare quelle curabili ed evitare di far sesso (o andare alle orge) in presenza di sintomi o se è ancora contagioso/a (e tutti possono e devono farsi il vaccino contro l’Hpv, mentre per chi ha l’herpes esistono farmaci che riducono frequenza e intensità delle recidive, oltre che la trasmissibilità ad altri).

E se ufficialmente penso che dobbiate dirlo – perché come voi penso che sia giusto – la mia posizione ufficiosa è che chiunque faccia sesso con cinquanta sconosciuti in una capitale europea, grande o piccola che sia, per l’herpes si offre volontario.

P.S. La grandissima Betty Dodson non le mandava a dire. Nella rubrica citata da SWAPPED non solo consigliava a una coppia con l’herpes di non dirlo se non richiesto, ma aggiungeva che lei stessa non l’aveva detto al compagno finché non aveva avuto una recidiva al decimo anno di relazione. “Detesto che la società abbia trasformato l’herpes in una malattia venerea”, scriveva Dodson. “La mia prima recidiva di herpes genitale risale agli anni settanta, un’epoca in cui non avercelo equivaleva a non fare sesso. Era quasi un marchio di fortuna sessuale”.

Illustrazione di Francesca Ghermandi

Sono un eterosessuale francese di 24 anni (scusa il mio inglese). Amo molto la mia ragazza. Abbiamo un rapporto profondo, ci ascoltiamo e ci capiamo, ci prendiamo cura l’uno dell’altra. Il sesso è stupendo, davvero. Proviamo tante cose diverse e cerchiamo di soddisfare i desideri che condividiamo e quelli dell’altro. Per farla breve: sia lei sia il rapporto sono perfetti. L’unica cosa è che vuole la monogamia, mentre io vorrei fare sesso con il 75 per cento delle ragazze che incontro. Di solito non è un problema perché non sono molto attraente, e quelle che vogliono fare sesso con me non abbondano. Ma nei quattro anni da che stiamo insieme in alcune occasioni ho dovuto dire no. Una volta ho baciato un’altra ragazza, e l’indomani l’ho confessato. Adesso ogni volta che mi piace un’altra lo dico immediatamente alla mia ragazza. Lei non si arrabbia se trovo attraenti le altre, né se le confesso di aver flirtato un po’, ma so che non le fa piacere. Dovendo scegliere, sceglierei lei tutta la vita, ma flirtare mi piace tanto. Mi piacerebbe tanto anche scoprire com’è il sesso con un’altra donna, avendolo finora fatto solo con lei. Ma al tempo stesso non la voglio ferire, e non riuscire a controllare i miei istinti mi sembra infantile. Come si esce da una situazione del genere?

– Diligently Escaping Sexual Intercourses, Relentlessly Excited

Primo, il tuo inglese è molto meglio del mio (inesistente) francese. Non hai di che scusarti.

Secondo: se proprio vuoi scusarti con qualcuno, DESIRE, fallo con la tua fidanzata per quanto sei coglione. Detta diversamente: MA STATTENE ZITTO, DIO SANTO. Piantala di correre da lei a “confessare” ogni volta che fai un pensiero impuro su un’altra. Ricordarle in continuazione e senza motivo che vuoi scoparti delle altre è davvero crudele. Lo sa già, DESIRE, non c’è bisogno di ripeterglielo. Così non sei sincero, non sei trasparente: sei solo stronzo.

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Guarda che è una relazione, DESIRE, non un incontro dei Monogami riluttanti anonimi: “Ciao, mi chiamo Fidanzato Stronzo, da quattro anni sono monogamo e ogni giorno è una lotta”. Se non vuoi essere monogamo con lei, DESIRE, se la monogamia è un prezzo che non sei disposto a pagare, lasciala. Se però sei disposto a pagarlo, DESIRE, allora pagalo e CHIUDI QUELLA CAZZO DI BOCCA. Se non te ne sai stare zitto, se questi pensieri non riesci a tenerli per te e/o non trovi qualcun altro a cui confidarli (un amico? Un barbiere? Un pompiere?), prima o poi la tua fidanzata capirà che sta pagando un prezzo troppo alto e ti mollerà.

* L’età è solo un numero, certo, ma le persone, individualmente o in gruppo, sono libere di cercare partner sessuali nella loro fascia d’età o in quella che preferiscono, e lo dice uno che da questa specifica orgia sarebbe probabilmente escluso per ragioni d’età.

** Non è necessario essere attraenti in senso classico per attrarre partner sessuali, e si può essere perfettamente attraenti e respingerne più di quelli che si attraggono.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.