Dall’inizio della guerra in Iran i paesi petroliferi della regione hanno ridotto drasticamente la loro produzione, in certi casi dell’80 per cento Leggi
Il 25 marzo due alti funzionari pachistani hanno confermato all’Afp che un piano statunitense in quindici punti per mettere fine alla guerra è stato trasmesso all’Iran, con la mediazione del Pakistan Leggi
Il 23 marzo il presidente statunitense Donald Trump ha revocato a sorpresa un ultimatum lanciato tre giorni prima, riferendo di “discussioni molto positive in vista di una cessazione delle ostilità con l’Iran”, che ha però subito smentito Leggi
Il 5 marzo gli attacchi sono continuati senza sosta nelle capitali del Medio Oriente, da Teheran a Beirut passando per le metropoli del Golfo, mentre il conflitto continua a espandersi, causando ripercussioni in tutto il pianeta Leggi
Il 28 gennaio Donald Trump ha avvertito l’Iran che “il tempo sta per scadere”, riferendosi a un possibile attacco statunitense, mentre Teheran ha escluso di negoziare con Washington sotto minaccia. Leggi
Nell’intreccio tra interessi privati e politica del presidente degli Stati Uniti le famiglie reali del golfo Persico hanno più argomenti di Israele. Leggi
Il raid contro i leader di Hamas a Doha è stata l’ennesima dimostrazione della superiorità militare di Israele nella regione, ma anche della sua arroganza. E ora le potenze del Golfo sono preoccupate. Leggi
In assenza di una strategia politica credibile, Netanyahu punta tutto sull’escalation militare: il conflitto è l’unico collante del suo governo. Leggi
La città montana di Zakopane accoglie da anni molti turisti dal golfo Persico. Ecco come le abitudini arabe s’incontrano con quelle polacche Leggi
Kenya È salito a 201 il numero dei corpi ritrovati nella tenuta del predicatore Paul Mackenzie ( nella foto ), che spingeva i fedeli a digiunare per avvicinarsi a Dio. Mackenzie... Leggi
Il paese ha creato Al Jazeera, è stato troppo indipendente dagli stati del Golfo, ha sostenuto i Fratelli musulmani e non è stato intransigente con l’Iran. Leggi
Nel 2016 sarà interessante tenere d’occhio gli stati petroliferi che appartengono al Consiglio per la cooperazione del Golfo (Gcc), poiché hanno appena cominciato ad affrontare una sfida totalmente nuova, quasi esistenziale, che metterà alla prova la qualità dei loro stati e la loro integrità nazionale come non era mai successo prima. Leggi
Per motivi diversi ma abbastanza affini, i sunniti arabi e i comunisti cubani hanno bisogno di un contrappeso agli Stati Uniti. Ma perché scegliere Parigi e non un’altra potenza? Leggi
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