Rami Khouri

È columnist del Daily Star, quotidiano di Beirut.

Rami Khouri
La decisione di Israele di chiudere Al Jazeera è controproducente

Tel Aviv non può far tacere il vivace giornalismo in lingua ebraica, e adesso si sta unendo a quei governi arabi che non vogliono sentire critiche al proprio operato. Leggi

La saggezza del Qatar 

Dopo due mesi di embargo voluto dall’Arabia Saudita, il governo di Doha continua a voler trattare, anche per contrastare in modo efficace il terrorismo. Leggi

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I palestinesi a Gerusalemme Est mostrano come fermare Israele

Uomini, donne e bambini palestinesi hanno spinto Israele a ritirare le misure di sicurezza ad Al Aqsa. Leggi

In Medio Oriente il problema non è l’islam ma il fallimento della politica

Periodicamente una domanda cruciale torna d’attualità: l’islamismo è una tendenza pericolosa perenne o è solo una fase passeggera? Leggi

Perché l’Arabia Saudita vuole isolare il Qatar

L’assedio del Qatar è il tentativo di un gruppo di autocrati, guidati dai sauditi, di completare la loro controrivoluzione scatenata dopo le rivolte arabe del 2011. Leggi

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Cinque fantasmi si aggirano nel mondo arabo 

Sul futuro del mondo arabo pesano alcune figure storiche che sbarrano la strada alla democrazia e al superamento delle disuguaglianze economiche. Leggi

La caduta di Aleppo e le fragili fondamenta del mondo arabo

La caduta di Aleppo sotto i colpi della coalizione formata da Siria, Russia, Iran e Hezbollah diventerà probabilmente uno spartiacque storico e simbolico tra due epoche. Il futuro sarà determinato dalla misura in cui chi detiene il potere sarà disposto a usare la forza per raggiungere i suoi obiettivi. Leggi

I paesi arabi devono prepararsi alla caduta dello Stato islamico

Gli eventi sul campo in diversi paesi stanno dimostrando quanto fosse corretto quello che molti di noi hanno detto negli ultimi due anni: lo Stato islamico non è una forza militare seria né un’entità sovrana credibile e legittima, e una volta affrontato seriamente sparirà inevitabilmente come la foschia mattutina. Leggi

Il mondo arabo scoppia e nessuno ha fatto niente per evitarlo

Mai, nella sua storia moderna, il mondo arabo ha conosciuto un insieme di sconvolgimenti politici come quello di oggi: frammentazione degli stati, profughi in fuga, l’esportazione del terrorismo e lunghe guerre devastanti. Ma tutti questi elementi non sono emersi da un giorno all’altro. Leggi

La minaccia dello Stato islamico non sparirà insieme al califfato

Fin da quando ha annunciato un moderno califfato, il gruppo Stato islamico (Is) ha detto ai suoi seguaci che avrebbe resistito e si sarebbe espanso. Al contrario, io ho sempre creduto che il radicamento territoriale dell’Is sarebbe durato solo finché i suoi molti nemici non avrebbero coordinato le azioni militari per combatterlo. Tuttavia, anche se lo “stato” crollerà, l’Is non scomparirà. Leggi

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Nel mondo arabo la censura è ancora uno strumento di governo

Una delle più importanti battaglie attualmente in corso nei paesi arabi riguarda proprio l’ampiezza dello spazio pubblico che i cittadini hanno a disposizione per esprimersi e dare voce a opinioni che differiscano da quelle dello stato, o le mettano in discussione. Leggi

Criticare l’occupazione israeliana non vuol dire essere antisemita

Il dibattito sulla campagna internazionale di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele (Bds) fa il suo ingresso nel dibattito pubblico grazie a cinque editoriali del New York Times che si interrogano su Israele, la sua discriminazione nei confronti dei palestinesi e la libertà di criticare ogni forma di oppressione. Leggi

In memoria di Anthony Shadid che ci ha insegnato a guardare gli arabi con occhi diversi

Anthony Shadid era un giornalista del New York Times che seguiva i grandi eventi che stanno cambiando il Medio Oriente. Attraverso il suo lavoro ci ha ricordato qual è la forza più potente che determina l’esito delle battaglie tra ideologie, stati ed eserciti: i singoli esseri umani che affermano la loro umanità mentre affrontano le sfide della vita quotidiana. Leggi

Le primavere arabe sono finite, ma solo per il momento

Molti analisti questa settimana hanno ricordato i cinque anni dalla caduta dell’ex presidente tunisino Zein el Abideen Ben Ali, il primo di numerosi dittatori arabi cacciati da manifestazioni spontanee. Un esame retrospettivo che è utile per capire se esiste la possibilità di altre rivolte e perché quella del 2011 abbia perso posizioni negli ultimi anni. Leggi

Nel 2016 negli stati petroliferi ci sarà un cambiamento senza precedenti

Nel 2016 sarà interessante tenere d’occhio gli stati petroliferi che appartengono al Consiglio per la cooperazione del Golfo (Gcc), poiché hanno appena cominciato ad affrontare una sfida totalmente nuova, quasi esistenziale, che metterà alla prova la qualità dei loro stati e la loro integrità nazionale come non era mai successo prima. Leggi

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Perché le rivolte arabe sono fallite

Questa settimana si commemora il giorno in cui, cinque anni fa, Mohamed Bouazizi si diede fuoco in una cittadina nel sudovest della Tunisia, dando avvio alle rivolte del mondo arabo. Ma la commemorazione offre solo una prospettiva limitata sulla più complessa e importante storia delle rivoluzioni e, più in generale, sulla storia del mondo arabo moderno. Leggi

Il grande gioco delle alleanze in Medio Oriente

Quando una grande potenza regionale come la Turchia comincia a dare prove di forza militare, una potenza globale come gli Stati Uniti continua a usare il suo esercito come un normale strumento politico nella regione e governi come quello siriano attaccano ferocemente i loro stessi civili, non dovrebbe sorprenderci che gli ordini statali esistenti comincino a vacillare e a crollare. Leggi

L’universo dei fratelli Kouachi

L’attacco di mercoledì scorso contro il giornale satirico francese Charlie Hebdo, in cui sono state uccise 12 persone, ha naturalmente provocato in tutto il mondo una grande ondata di solidarietà nei confronti del giornale e, più in generale, della libertà di stampa e di espressione, oltre che a molte condanne degli attacchi da parte di musulmani in Europa e nel resto del mondo. Leggi

Un’altra guerra al terrorismo

Affrontare lo Stato islamico con un’altra coalizione militare occidentale significa ripetere gli errori che hanno favorito la diffusione dell’estremismo. Leggi

Il vero antidoto allo Stato islamico

Più che bombardare l’Iraq, per sconfiggere gli estremisti bisognerebbe riformare gli stati autoritari che opprimono milioni di arabi. Leggi

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