Matrimoni gay

Il coniglio che difende i diritti gay

Negli Stati Uniti si parla molto di due libri per bambini che hanno come protagonista lo stesso coniglio. Leggi

Le coppie gay e lesbiche cambieranno il matrimonio tradizionale? 

“Il matrimonio è la tomba dell’amore”, recita un vecchio e impietoso detto, e oggi nella comunità omosessuale c’è chi si chiede se il matrimonio egualitario sarà la tomba del sesso. Mentre in Italia il riconoscimento delle coppie gay e lesbiche esiste solo da un anno, nei paesi dove il matrimonio tra persone dello stesso sesso è una realtà affermata si comincia a discutere su come l’istituto matrimoniale stia influenzando la cultura omosessuale e viceversa. Leggi

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In Australia si allontana la legalizzazione delle unioni omosessuali

L’11 ottobre il progetto del governo conservatore australiano di organizzare un referendum consultivo sui matrimoni tra persone dello stesso sesso è stato bloccato dall’opposizione. Leggi

Unioni civili

Non ti definire famiglia naturale, a meno che tu non viva con un branco di gnu nella savana. Leggi

Per il consiglio di stato le trascrizioni dei matrimoni gay sono illegittime

Il 18 ottobre 2014 il sindaco di Roma Ignazio Marino aveva trascritto sul registro dello stato civile dell’anagrafe sedici matrimoni gay celebrati all’estero. Il consiglio di stato ha stabilito che era tra i poteri del prefetto annullare la trascrizione, illegittima perché l’ordinamento italiano riconosce solo le nozze tra persone di sesso diverso. Leggi

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Il cammino verso i diritti degli omosessuali

Negli Stati Uniti, fino alla sentenza della corte suprema, erano 37 gli stati, più il Distretto di Columbia, che ammettevano il matrimonio omosessuale.

Negli Stati Uniti attesa la sentenza della corte suprema sui matrimoni gay

Dopo la storica sentenza di ieri sulla riforma sanitaria, oggi la corte suprema degli Stati Uniti dovrebbe pronunciarsi sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. I nove giudici della corte dovranno decidere se equiparare le nozze gay a quelle eterosessuali in tutti gli stati. A livello federale i matrimoni hanno già lo stesso valore e i coniugi hanno stessi diritti, tuttavia i singoli stati possono decidere se riconoscerli oppure no.

Il punto su cui dovranno pronunciarsi i giudici è il 14° emendamento della costituzione americana, che riguarda i diritti di cittadinanza e l’uguaglianza davanti alla legge. Secondo gli attivisti per i diritti civili, una decisione contraria della corte infrangerebbe questo emendamento.

La corte suprema ha riconosciuto i matrimoni egualitari con una sentenza storica nel giugno del 2013, ma l’autonomia degli stati ha provocato diverse contraddizioni politiche e legali tra lo stato federale e i singoli stati. Una coppia sposata in uno stato che riconosce le unioni, se dovesse trasferirsi in uno che non le riconoscere vedrebbe decadere i diritti acquisiti . E ancora, una coppia che vive in uno stato che vieta i matrimoni tra persone dello stesso sesso, avrebbe alcuni diritti garantiti dal governo centrale, ma non dallo stato in cui è residente.

Negli Stati Uniti il matrimonio tra persone dello stesso sesso è vietato in 13 stati, anche se il 70 per cento dei cittadini americani vive in stati che riconoscono le unioni tra persone dello stesso sesso.

All’interno della corte suprema quattro giudici sono di estrazione progressista e sosterrano i matrimoni gay. Dall’altra parte quattro giudici, tra cui l’italoamericano Antonin Scalia, sono conservatori. L’ago della bilancia dovrebbe essere Anthony Kennedy, un giudice di orientamento conservatore che tuttavia in passato ha assunto posizioni progressiste sui diritti degli omosessuali.

Stati Uniti, rinviato il verdetto della corte suprema sui matrimoni gay

La corte suprema degli Stati Uniti ha rinviato a giovedì 25 giugno l’attesissima sentenza sui matrimoni gay. Il 28 aprile scorso, erano cominciate le audizioni su alcuni casi provenienti da quattro stati in cui il matrimonio tra persone dello stesso sesso è vietato con apposite leggi: Tennessee, Kentucky, Michigan e Ohio.

La corte suprema potrebbe decidere che simili divieti sono incostituzionali, imponendo quindi a tutti gli stati di concedere licenze di matrimonio alle coppie omosessuali in base al quattordicesimo emendamento della costituzione, che garantisce la parità dei cittadini davanti alla legge.

Sarebbero così di fatto legalizzati i matrimoni gay in tutti gli stati, mentre finora il matrimonio tra persone dello stesso sesso è riconosciuto solo a livello federale e in autonomia dai singoli stati, e gli stati possono rifiutarsi anche di riconoscere giuridicamente un matrimonio tra omosessuali contratto altrove.

Tra i casi importanti sui quali la corte suprema deve ancora pronunciarsi, c’è anche quello che riguarda la legalità di un aspetto fondamentale della riforma del sistema sanitario voluta dal presidente Barack Obama. Il caso in discussione verte attorno alla legittimità dei sussidi federali garantiti ai cittadini americani obbligati ad acquistare una polizza sanitaria sul mercato delle assicurazioni private, in assenza dei quali l’intero impianto della legge approvata dal Congresso nel 2010 rischierebbe di crollare.

La chiesa deve fare i conti con la realtà sui matrimoni gay, dice l’arcivescovo di Dublino

Alla luce dei risultati del referendum sui matrimoni gay, la chiesa in Irlanda “deve fare i conti con la realtà”. È l’opinione dell’arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, che all’indomani della vittoria dei sì alla consultazione popolare sulle nozze gay ha rilasciato un’intervista alla televisione nazionale Rté.

“Ci dobbiamo fermare, guardare ai fatti e metterci in ascolto dei giovani” ha osservato Martin, secondo cui “non si può negare l’evidenza”. L’alto prelato ha riconosciuto che il risultato del referendum del 22 maggio, è “una rivoluzione sociale” e la chiesa cattolica “non potrà semplicemente far finta di nulla”.

L’Irlanda arcobaleno
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La maggioranza degli italiani è favorevole ai matrimoni gay

Si sono aperti alle 7 (le 8 in Italia) i seggi per il referendum sui matrimoni gay in Irlanda. Con l’eventuale vittoria del sì, nella costituzione sarebbe introdotta la frase: “Il matrimonio può essere contratto tra due persone senza distinzione di sesso”. In Irlanda sono in vigore le unioni civili dal 2010, anche per le coppie omosessuali.

Se l’Irlanda legalizzasse i matrimoni tra persone dello stesso sesso, i paesi europei a prevederlo salirebbero a undici. I paesi che prevedono le unioni civili sono dodici. L’Italia, la Grecia, la Romania, la Polonia e altri paesi dell’est non prevedono nessuna forma di riconoscimento per le coppie omosessuali. Tuttavia secondo un sondaggio Demos & Pi dell’ottobre del 2014, il 55 per cento degli italiani sarebbe favorevole alle nozze tra persone dello stesso sesso. A gennaio del 2013, secondo lo stesso istituto di sondaggi, i favorevoli erano il 41 per cento.

Che resterà dell’omofobia tra dieci anni

La mia nipotina di un anno ha un padre decisamente conservatore e come zio vorrei fare la mia parte: come potrò spiegarle un giorno cosa significhi essere omosessuale? Leggi

Aperti i seggi per il referendum sui matrimoni gay in Irlanda

Si sono aperti alle 7 (le 8 in Italia) i seggi per il referendum sui matrimoni gay in Irlanda. Più di 3,2 milioni di irlandesi sono chiamati alle urne. I seggi chiudono stasera alle 22 (le 23 in Italia) e i risultati saranno annunciati domani.

Nel quesito referendario viene chiesto agli elettori se vogliono cambiare l’articolo 42 della costituzione. Con l’eventuale vittoria del sì, verrebbe introdotta nella costituzione la frase: “il matrimonio può essere contratto tra due persone senza distinzione di sesso”.

In Irlanda sono in vigore le unioni civili dal 2010, anche per le coppie omosessuali.

L’Irlanda al voto sui matrimoni gay

L’Irlanda è il primo paese al mondo che potrebbe introdurre il matrimonio tra persone dello stesso sesso nella costituzione, grazie al voto popolare. Il referendum si tiene domani, 22 maggio, e nel quesito referendario verrà chiesto agli elettori se vogliono cambiare l’articolo 42 della costituzione. Se dovesse vincere il sì, verrebbe introdotta nella costituzione la frase: “il matrimonio può essere contratto tra due persone senza distinzione di sesso”.

Dal 2010 le coppie omosessuali possono contrarre le unioni civili nel paese, tuttavia il matrimonio ugualitario introdurrebbe le stesse forme di protezione per le coppie omosessuali e per quelle eterosessuali. Secondo gli attivisti, le coppie sposate hanno 160 diritti in più rispetto alle coppie che hanno contratto l’unione civile dalle tasse, ai mutui, fino al ricongiungimento familiare per gli immigrati.

Secondo gli ultimi sondaggi, il sì potrebbe vincere. I sondaggi danno il sì tra il 69 e il 73 per cento. Tuttavia gli attivisti temono che ci sia un “fronte silenzioso del no”, che non dichiara ai sondaggisti le reali intenzioni di voto.

Perché il referendum è così importante? L’Irlanda è un paese tradizionalmente conservatore e cattolico, fino al 1993 l’omosessualità era un reato nel paese. Ma se passasse il sì, sarebbe la prima volta che il matrimonio ugualitario viene introdotto nella legislazione con un voto popolare. I Paesi Bassi sono stato il primo paese a introdurre il matrimonio tra persone dello stesso sesso nel 2001, 16 paesi hanno introdotto in seguito una legislazione simile, tra cui Francia, Spagna, Nuova Zelanda, Canada, Argentina, Uruguay e Brasile. Ma il matrimonio tra persone dello stesso sesso è ancora illegale in molti paesi, tra cui l’Italia. Nella maggior parte dei paesi il matrimonio gay è stato introdotto con una legislazione ordinaria, approvata dal parlamento.

Chi è contrario al referendum e chi è favorevole? Le gerarchie ecclesiastiche vari gruppi cattolici si sono espressi contro l’approvazione del matrimonio ugualitario. Molti vescovi hanno scritto lettere aperte ai fedeli in cui hanno chiesto di “riflettere e pregare prima di votare”. Anche la chiesa metodista e presbiteriana ha partecipato alla campagna per il no. Per il sì si sono espressi tutti i leader dei quattro principali partiti, tra cui i conservatori e i laburisti.

La corte suprema riconosce i matrimoni gay in South Carolina

La corte suprema degli Stati Uniti ha respinto il ricorso presentato dal procuratore generale del South Carolina contro i matrimoni omosessuali. Il South Carolina diventerà quindi il 35° stato americano a legalizzare le unioni gay. Reuters

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Marino non vuole annullare la trascrizione dei matrimoni gay

Il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ha mandato una lettera al sindaco di Roma Ignazio Marino per chiedere la cancellazione della trascrizione sul registro di stato civile dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, contratte all’estero.

Marino ha risposto che non intende annullare le registrazioni. Su Facebook il sindaco ha scritto:

Il sindaco di New York Bill de Blasio ha espresso su Twitter il suo sostegno al primo cittadino di Roma.

Ansa

I vizietti della stampa: immagini

Non possiamo più usare foto con paillettes e lustrini per descrivere l’omosessualità. Oggi persone come l’ex premier dell’Islanda o il sindaco di Parigi sono gay. Leggi

Un passato che scotta

Sono una donna etero tra i 20 e i 30 anni e vivo a San Francisco. Ho un fidanzato fantastico, che sono sicura sarà il mio compagno per il resto della mia vita. L’altra notte, però, mi ha confessato una cosa che mi ha lasciato sbigottita. Anni fa, quand’era molto più giovane e si era appena trasferito in città, è apparso in un film porno gay. All’epoca pensava di essere bisessuale, mi ha detto, ma dopo quell’esperienza si è reso conto che gli uomini in realtà non gli piacciono.

Io non lo lascerei mai per una cosa del genere, ma sto facendo un po’ di fatica a capirla. Quando facciamo sesso, non riesco a non pensarci. Vorrei tanto superare questa cosa.

Confused About Lover’s Indiscretions

Vivi a San Francisco. Se escludi dalla lista dei potenziali partner ogni maschio etero che è apparso in un porno gay, CALI, forse ti conviene cambiare città.

Forse c’è una soluzione più facile del trasloco: cambia punto di vista sul significato del sesso tra maschi. Quando una ragazza etero se la spassa con un’altra ragazza, nessuno pensa che questo la renda meno femminile. Un ragazzo etero che si trastulla con un altro maschio, invece, viene considerato meno virile.

L’idea che il sesso gay renda in qualche modo meno virili, e che quelli che lo praticano siano meno maschi, è pura omofobia. Ed è questo particolare tipo di omofobia – il tuo, CALI – che sta ammazzando il tuo desiderio sessuale. Fare uno sforzo per riuscire a vedere quanto di virile c’è stato nell’esperienza del tuo fidanzato con il porno gay potrebbe aiutarti a voltare pagina. In bocca al lupo.

Sono un uomo gay tra i 20 e i 30 anni e ti scrivo per un dubbio di etichetta. Ho da poco conosciuto su un sito di incontri un figo da paura con il quale mi sembra ci siano tutte le carte in regola: valanghe di interessi in comune, senso dell’umorismo simile, obiettivi di vita condivisi.

L’unica cosa che mi frena è che lavora nel porno. Sul suo profilo non ne parla, ma io l’ho riconosciuto. Diciamo che conosco il suo lavoro, ecco. A me non dà fastidio che lui faccia il porno, ma non so come affrontare l’argomento.

Se gli dico che l’ho riconosciuto, ho paura che mi prenda per uno stalker psicopatico. Ma ho anche paura che, se faccio finta di niente e tra noi funziona, la cosa mi si possa poi ritorcere contro più avanti. Qual è il modo più elegante per gestire questa situazione?

–Pondering Online Romance Netiquette

Il modo più elegante è partire dal presupposto che lui non sia un idiota. Un attore porno presente su un sito di incontri gay dà per scontata la possibilità che molti degli altri utenti conoscano il suo lavoro. Non c’è quindi bisogno di affrontare l’argomento del porno, perché con tutta probabilità lui parte dal presupposto che tu e tutti quelli che conosce tramite quel sito lo sappiano già.

Non ti stressare. Se vuoi chiedergli di uscire, chiediglielo. Quando accennerà al suo lavoro, digli che conosci i suoi film e ti piacciono, e da lì in avanti lascia che sia lui a guidare la conversazione. Se gli interessa sapere quali film, scene, sborrate e via dicendo ti sono piaciuti di più, te lo chiederà.

Leggo la tua rubrica da tanto tempo. Ora che la corte suprema degli Stati Uniti ha bocciato il Defense of Marriage Act e la Proposition 8 californiana – stroncandoli una volta per tutte! – tu cosa rispondi a chi pensa ancora che il matrimonio gay debba essere illegale?

–Congrats To You

“Avete perso. Ha vinto l’amore. Ora potete farvene una ragione, venire al matrimonio e mangiarvi una fetta di torta, oppure andarvene affanculo. Decidete voi”.

(Traduzione di Matteo Colombo) Leggi

I matrimoni gay negli Stati Uniti

Leggerti in questi anni mi ha fatto completamente cambiare idea sul matrimonio gay. Ci tenevo a dirtelo. Tra l’altro vivo in Maryland, e come ben sai la settimana scorsa abbiamo votato per dare alle coppie omosessuali il diritto di sposarsi. È stato emozionante poter votare per la parità di diritto al matrimonio nello stato in cui vivo, Dan, anche se devo ammetterlo: è davvero una stronzata che sui diritti civili delle persone Lgbt si debba votare.

Grazie di tutto quel che hai scritto in questi anni, mi ha davvero svoltato la vita sentimentale e affettiva. E congratulazioni a te e a tutti i gay degli Stati Uniti per la splendida vittoria della settimana scorsa in Maine, Maryland, Minnesota e nello stato di Washington.

Un Etero Fra Tanti

C’è una cosa che voglio dire sui referendum della settimana scorsa in Maine, Maryland, Minnesota e nello stato di Washington, e anche su chi ha votato. Prima però voglio dirne un’altra a tutti i miei amici queer:* tutto questo l’abbiamo costruito noi. La svolta a cui abbiamo assistito la settimana scorsa, compresa l’elezione della prima persona apertamente gay al senato degli Stati Uniti (la senatrice del Wisconsin Tammy Baldwin), *è farina del nostro sacco. Le persone Lgbt sono uscite allo scoperto, hanno risposto agli attacchi e cambiato il mondo. Di roba da fare ne resta un casino – abolire il Doma (Defense of marriage act, la legge che definisce il matrimonio come unione tra un uomo e una donna), approvare l’Enda (Employment non-discrimination act, una proposta di legge per vietare la discriminazione sul lavoro in base all’orientamento sessuale o all’identità di genere) sbrigare tutta una serie di questioni rimaste in sospeso con la politica del don’t ask, don’t tell (ancora oggi i trans e le trans non possono lavorare nell’esercito), difendere i diritti di tutti i queer del mondo – ma la gente Lgbt di strada ne ha fatta tantissima, dai tempi di Stonewall. Le cose per noi sono migliorate perché siamo usciti allo scoperto e abbiamo lottato per migliorarle. Abbiamo preteso di meglio.

Ed ecco la cosa che voglio dire agli etero: grazie.

Conosco tanti di quegli etero, nello stato di Washington, dove abito, che si sono fatti un mazzo incredibile nella campagna per il diritto al matrimonio di amici, parenti e vicini di casa gay e lesbiche. Conosco etero di tutti e quattro gli stati che hanno votato, dato soldi, lavorato nei centralini e fatto campagna da porta a porta, e tutto con l’obiettivo di permettere alle coppie dello stesso sesso di sposarsi.

Gay e lesbiche sono una percentuale minima della popolazione. E anche se siamo stati noi a gettare le basi per la svolta della settimana scorsa in Maine, Maryland, Washington e Minnesota – questa cosa l’abbiamo costruita noi – non abbiamo fatto tutto da soli.

Le maggioranze nelle legislature di Maine, Maryland e stato di Washington che hanno votato per rendere legale il matrimonio tra persone dello stesso sesso? Etero. I governatori firmatari delle leggi che rendono legale il matrimonio tra persone dello stesso sesso? Etero. La stragrande maggioranza delle persone che hanno votato a favore del pari diritto al matrimonio in tutti e tre gli stati dopo che i fanatici anti-gay avevano imposto una consultazione pubblica sui nostri diritti civili? Etero. La maggioranza che ha votato contro l’inserimento nella costituzione del Minnesota di un emendamento che proibiva i matrimoni tra persone dello stesso sesso? Etero. E il presidente che ha deciso di correre un rischio politico enorme schierandosi pubblicamente a favore dell’uguaglianza del matrimonio prima della campagna per la rielezione? Etero pure lui. Oggi per noi la situazione è migliore – migliore, non perfetta – ma questo miglioramento non è avvenuto nel vuoto pneumatico. È avvenuto perché è migliorato l’atteggiamento degli etero nei nostri confronti.

I diritti sono diritti. Non devono dipendere da un voto. E noi non dobbiamo dire “grazie” a nessuno, quando ci vengono riconosciuti. Il brutto è che per i nostri diritti abbiamo dovuto lottare. Ma il bello è che per una volta non abbiamo dovuto lottare da soli. Migliaia e migliaia di eterosessuali si sono schierati dalla nostra parte e hanno lottato per noi. *Ci hanno aiutato. *Ed è per questo che noi gli eterosessuali li dobbiamo ringraziare. Non per averci concesso dei diritti – un diritto è un diritto è un diritto – ma per aver preso parte alla nostra lotta.

La settimana scorsa, sul mio blog, ho lanciato l’idea di organizzare una grande festa per tutti gli etero che ci hanno dato man forte in Maine, Maryland, Minnesota e stato di Washington. Solo che così tanti etero, in una sala da ballo sola, non ci starebbero mai. Su una sola pagina Tumblr invece sì. Dico a voi, gente queer: se conoscete qualche etero del Maine, del Maryland, del Minnesota o dello stato di Washington – se conoscete qualche etero di uno stato qualsiasi del Distretto di Columbia – che abbia donato soldi, lavorato nei centralini, fatto campagna porta a porta o corso un qualche rischio politico per noi, fotografatevi con lui o con lei, scrivete due righe su quel che ha fatto e postate tutto quanto su Straight up thanks.

La settimana scorsa abbiamo assistito a una grande svolta nella lotta per l’uguaglianza Lgbt. E questa svolta non ci sarebbe mai stata, senza l’aiuto di tanti etero perbene e cazzutissimi. Sono certo che qualunque persona queer stia leggendo queste righe conosce un etero da ringraziare. Io di sicuro sì. E allora ringraziateli pubblicamente: andate su Straight up thanks, cliccate su “submit a post”, condividete una foto e ringraziate i vostri alleati etero.

Perché davvero: senza di loro non ce l’avremmo mai fatta.

Sono un ragazzo bisex poco più che ventenne e mi piace succhiare il cazzo, specie se quello a cui lo succhio gode parecchio (e questo succede spesso) (non per vantarmi) (ma l’ho appena fatto). Comunque: il mio problema è che non mi piace quando lo fanno a me. Finora di maschi che me l’hanno succhiato ce ne sono stati tre, e mi rendo conto che non è un campione enorme, ma tutte e tre le volte è stata un po’ una delusione. È come se la bocca sull’uccello non la sentissi. Come posso risolvere?

Pompino Triste Blues

Commedie sexy, sitcom e film porno dipingono sempre il bocchino come l’esperienza sessuale definitiva, ma la verità è che a certi uomini, udite udite, farselo succhiare non piace. Tre ciucciate di cazzo, però, sono un campione davvero risicato. Fattelo succhiare ancora – che si tuffino di testa sulla tua sciabola – ma senza stressarti se non cambia niente. Magari è solo questione di gusti, PTB, e non di un problema tuo.

Io e mia moglie stiamo insieme da vent’anni. A me piace molto il sesso orale ricevuto, ma quando cerco di ricambiare il favore lei sembra completamente disinteressata. Dice che non le fa nessun effetto. Abbiamo festeggiato la rielezione di Obama stappando una bottiglia di vino a letto. Lei, quando ha visto che puntavo ai piani bassi, non mi ha fermato. Poi però ha detto che le faceva solletico da morire. È normale? C’è qualcosa che posso fare per renderle l’esperienza un po’ meno esilarante?

Chettiridi

Alcune donne hanno complessi o insicurezze legate al corpo che rendono difficile rilassarsi e apprezzare il sesso orale ricevuto. Ma ci sono anche donne senza complessi né insicurezze a cui semplicemente quel tipo di sesso non piace. Se tua moglie è una che in generale sta bene con se stessa e col suo corpo, Chettiridi, forse devi crederle e basta quando ti dice che a lei il sesso orale non fa nessun effetto. Ma se davvero non le fa nessun effetto – e “nessun effetto” vuol dire anche che non le dà fastidio e non le smonta l’eccitazione – allora qualche volta potrebbe mettersi comoda e godersi l’effetto che fa a te.

Sono una ragazza di 22 anni e in vita mia ho sempre e soltanto raggiunto l’orgasmo con la fellatio. Il problema è che il mio ragazzo la fellatio non me la vuole fare! Ogni tanto mentre facciamo sesso io ci provo a buttarla lì, ma lui non collabora. Una volta mi ha detto che non me la vuole fare perché un’amica comune gli ha detto che non voglio che me la faccia. È vero che una volta a quell’amica l’ho detto, ma all’epoca io e lui stavamo insieme da pochissimo, e nel frattempo ho cambiato idea! Solo che adesso chiederglielo mi imbarazza troppo, mi sembra di elemosinare una fellatio. Aiutami, ti prego!

Tocca A Me

E tu magari al tuo ragazzo prova a chiedere un cunnilingus, TAM, anziché una fellatio. Se nemmeno così la situazione si sblocca – se insomma lui non comincia a leccartela – be’: MAES, Mandalo Affanculo E Stop.

(Traduzione di Matteo Colombo) Leggi

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