Il 20 gennaio la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente francese Emmanuel Macron hanno alzato i toni al Forum economico mondiale di Davos, in Svizzera, di fronte alle ripetute minacce di Donald Trump sulla Groenlandia.
Il presidente statunitense vorrebbe infatti impadronirsi del territorio autonomo danese, invocando motivi di sicurezza legati a presunte mire della Russia e della Cina.
“Precipitare in una spirale distruttiva non farebbe altro che avvantaggiare i nostri avversari. La nostra risposta sarà quindi ferma e proporzionata”, ha affermato la mattina del 20 gennaio Von der Leyen, riferendosi alla minaccia di Trump d’imporre dazi doganali ai paesi europei che hanno partecipato a una missione di ricognizione sulla grande isola artica.
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Qualche ora dopo Macron ha invitato l’Unione europea (Ue) a “usare i potenti strumenti di cui dispone in materia commerciale” quando “non viene rispettata”.
“Gli Stati Uniti mirano apertamente a indebolire e subordinare l’Europa”, ha dichiarato Macron, che ha invitato Bruxelles a ricorrere allo strumento anticoercizione dell’Ue, che permette di limitare le importazioni, l’accesso agli appalti pubblici e gli investimenti quando un paese cerca d’imporre politiche ostili attraverso la coercizione economica.
I dazi aggiuntivi, che Washington minaccia d’imporre a vari paesi europei a partire dal 1 febbraio, sarebbero un “grave errore tra alleati di lunga data”, ha dichiarato Von der Leyen. “L’Ue e gli Stati Uniti hanno concluso un accordo commerciale nel luglio scorso. E in politica come negli affari, gli accordi vanno rispettati”.
Il vicepremier cinese He Lifeng, intervenuto sul palco dopo di lei, ha lanciato un monito: “Il mondo non può tornare alla legge della giungla, in cui i forti se la prendono con i deboli”.
Dal suo ritorno alla Casa Bianca Trump sta mettendo a dura prova il multilateralismo, usando i dazi come arma per raggiungere i suoi obiettivi. Dopo la sua offensiva in Venezuela, legata al controllo del petrolio venezuelano, sta moltiplicando le minacce contro la Groenlandia.
I leader dell’Ue stanno valutando misure di ritorsione commerciale e discuteranno della Groenlandia durante un vertice straordinario che si terrà il 22 gennaio a Bruxelles.
“Non penso che gli europei resisteranno a lungo. Dobbiamo ottenere la Groenlandia”, aveva dichiarato Trump il 19 gennaio a un giornalista in Florida.
“La Groenlandia è essenziale per la sicurezza nazionale e mondiale. Non torneremo indietro, su questo siamo tutti d’accordo!”, ha insistito il 20 gennaio sul suo social network Truth Social, riferendo di aver avuto “un’ottima conversazione telefonica” con Mark Rutte, il segretario generale della Nato.
“Gli Stati Uniti d’America sono di gran lunga il paese più potente del mondo. Siamo l’unica POTENZA in grado di garantire la PACE nel mondo e l’unico modo per farlo è con la FORZA!”, ha aggiunto.
Il presidente statunitense ha anche pubblicato un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo ritrae, insieme al vicepresidente JD Vance e al segretario di stato Marco Rubio, mentre pianta una bandiera degli Stati Uniti in un paesaggio artico. Su un cartello si legge: “Groenlandia, territorio americano dal 2026”.
Macron ha affermato di preferire “il rispetto alla forza bruta” e “lo stato di diritto alla brutalità”, e ha lanciato un appello a “non perdere tempo con idee folli”. Il presidente francese dovrebbe lasciare Davos la sera del 20 gennaio, senza incontrare Trump, che arriverà il giorno dopo.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha invece detto di voler incontrare il presidente statunitense a Davos per “evitare un’escalation sui dazi”.