Nella notte tra il 2 e il 3 febbraio la Russia ha lanciato il più grande attacco con missili e droni contro l’Ucraina dall’inizio dell’anno, lasciando centinaia di migliaia di persone senza riscaldamento durante un’ondata di gelo, alla vigilia di nuovi negoziati negli Emirati Arabi Uniti per mettere fine alla guerra.
Nella capitale ucraina Kiev si sono sentite esplosioni per tutta la notte, hanno riferito i giornalisti dell’Afp, mentre più di mille edifici sono rimasti senza riscaldamento, in un momento in cui le temperature sono intorno ai venti gradi sottozero.
Gli attacchi contro il settore energetico ucraino sono stati i più massicci del 2026, ha affermato su Telegram l’operatore ucraino Dtek, aggiungendo che le centrali elettriche e termiche di Kiev, Charkiv, Odessa e Dnipro “hanno subìto gravi danni”.
Il nuovo attacco contro la rete energetica ucraina arriva dopo alcuni giorni di tregua. La settimana scorsa il Cremlino aveva annunciato di aver accettato, su richiesta del presidente statunitense Donald Trump, di non colpire le infrastrutture del settore “fino al 1 febbraio”.
Secondo l’aeronautica militare ucraina, le forze armate russe hanno lanciato 71 missili e 450 droni contro otto regioni ucraine, di cui rispettivamente 38 e 412 sono stati intercettati.
Secondo le autorità locali, sono rimasti senza riscaldamento più di 1.100 edifici nella parte est di Kiev e più di centomila a Charkiv, la seconda città del paese.
Nella capitale è stato danneggiato anche un famoso monumento sovietico che celebra la vittoria sulla Germania nazista.
“Terrorizzare la popolazione nei giorni più gelidi dell’inverno è più importante per la Russia che cercare una soluzione diplomatica”, ha affermato il 3 febbraio il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj.
Intanto, il 4 e il 5 febbraio sono previsti dei nuovi colloqui tra le delegazioni di Kiev e Mosca ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti.
Questo secondo ciclo di negoziati, come già il primo alla fine di gennaio, si svolgerà con la mediazione degli Stati Uniti.
Le principali divergenze tra le parti riguardano la questione territoriale.