Il 2 febbraio il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato un accordo commerciale con l’India, dopo mesi di tensioni tra la prima e la quinta economia mondiale.

Trump ha affermato sul suo social network Truth Social che il primo ministro indiano Narendra Modi ha inoltre “accettato di non acquistare più petrolio russo” e “si è impegnato ad acquistare più petrolio dagli Stati Uniti e, in futuro, dal Venezuela”, un paese che Washington ha di fatto posto sotto tutela.

Il presidente statunitense ha precisato che i dazi doganali sui prodotti indiani, attualmente compresi tra il 25 e il 50 per cento, scenderanno al 18 per cento.

Ha assicurato che questa tregua commerciale, che mette fine a mesi di tensioni bilaterali, entrerà in vigore “immediatamente” e ha aggiunto che “le ottime relazioni con l’India non potranno che rafforzarsi nel tempo”.

“Ringrazio il presidente Trump, a nome di 1,4 miliardi di indiani, per questo meraviglioso annuncio”, ha dichiarato Modi sul social network X. “Quando due grandi economie, che sono anche le democrazie più grandi del mondo, lavorano insieme, non possono che avvantaggiarsene entrambi i popoli”.

“La leadership del presidente Trump è essenziale per la pace, la stabilità e la prosperità mondiali”, ha aggiunto.

Modi non ha però menzionato la fine degli acquisti di petrolio russo, né gli altri impegni che Trump sostiene di aver ottenuto da lui.

Il presidente statunitense ha infatti assicurato che l’India azzererà i dazi e acquisterà prodotti statunitensi per un valore di “più di cinquecento miliardi di dollari”.

Nella primavera del 2025 Trump aveva imposto all’India dazi del 25 per cento nell’ambito della sua offensiva commerciale contro i principali partner degli Stati Uniti.

In seguito, ad agosto, aveva annunciato dazi aggiuntivi del 25 per cento su molti prodotti indiani in risposta agli acquisti di petrolio russo.

Il 2 febbraio Trump ha sottolineato su Truth Social che la decisione di New Delhi di sospendere gli acquisti di petrolio russo “contribuirà a mettere fine alla guerra in Ucraina”.

Dopo la Cina, l’India era la principale importatrice di petrolio russo. A dicembre il presidente russo Vladimir Putin aveva assicurato che le forniture sarebbero continuate, nonostante le pressioni statunitensi.

La settimana scorsa l’India aveva inoltre concluso un ambizioso accordo commerciale con l’Unione europea.