Il Partito nazionalista del Bangladesh (Bnp) ha ottenuto una larga vittoria nelle elezioni legislative del 12 febbraio, le prime dopo l’insurrezione che nell’estate del 2024 aveva causato la caduta del regime di Sheikh Hasina.

Nelle prime ore del mattino del 13 febbraio un alto funzionario del Bnp, Salahuddin Ahmed, ha espresso all’Afp la sua soddisfazione per “una grande vittoria”, che dovrebbe permettere al leader del partito Tarique Rahman di diventare primo ministro.

Ma poco dopo il principale avversario del Bnp, la coalizione guidata dagli islamisti del Jamaat-e-Islami, ha messo in discussione l’esito del voto.

“Non siamo soddisfatti del processo che ha portato all’annuncio dei risultati”, ha affermato il partito, denunciando “incongruenze e manipolazioni che sollevano seri dubbi sulla sua integrità”.

Secondo le proiezioni pubblicate dalle emittenti tv locali, il Bnp ha ottenuto 212 dei 300 seggi del parlamento, cioè una maggioranza superiore ai due terzi, contro i 76 seggi della coalizione guidata dal Jamaat-e-Islami.

I risultati ufficiali dovrebbero essere annunciati in giornata dalla commissione elettorale.

Un portavoce della commissione, Ruhul Amin Mollik, ha dichiarato all’Afp che il tasso di partecipazione è stato del 59,44 per cento.

Tarique Rahman, 60 anni, è l’erede di un’importante dinastia politica bangladese.

Tornato nel paese a dicembre dopo diciassette anni di esilio nel Regno Unito, aveva preso il posto alla guida del Bnp della madre Khaleda Zia, tre volte premier, morta il 30 dicembre.

Il suo principale avversario, il leader del Jamaat-e-Islami Shafiqur Rahman, 67 anni, imprigionato durante il regime di Hasina, puntava a diventare il primo capo di governo islamista nella storia del Bangladesh, paese in cui quasi il 90 per cento della popolazione è di religione musulmana.

In una dichiarazione emessa la sera del 12 febbraio, il primo ministro ad interim e premio Nobel per la pace Muhammad Yunus ha esortato i partiti a “rispettare i princìpi democratici” e a “dare prova di tolleranza e rispetto”.

Secondo le proiezioni, gli elettori bangladesi hanno anche approvato a larga maggioranza, tramite referendum, alcune riforme istituzionali volte a evitare il ritorno di un regime autoritario.

Dal suo esilio in India, Hasina, condannata a morte in contumacia per la repressione dell’insurrezione del 2024, ha denunciato uno scrutinio “illegale e incostituzionale”.