Il 13 febbraio l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha espresso “forte preoccupazione” per l’aggravarsi della situazione socioeconomica a Cuba, afflitta da una grave crisi energetica causata dagli Stati Uniti.

“L’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ribadisce il suo appello a tutti gli stati affinché revochino misure unilaterali che hanno ripercussioni significative e indiscriminate sulla popolazione”, ha affermato una portavoce, Marta Hurtado, durante una conferenza stampa a Ginevra.

“Gli obiettivi politici degli stati non possono giustificare azioni che finiscono per violare i diritti umani”, ha dichiarato.

“Le sanzioni causano difficoltà economiche che indeboliscono la capacità dello stato di adempiere alle sue responsabilità fondamentali”, ha aggiunto, sottolineando che “questo aumenta il rischio di disordini a Cuba”.

Il paese comunista, che ha 9,6 milioni di abitanti, è molto vulnerabile da quando gli Stati Uniti hanno costretto il Venezuela a interrompere le forniture di petrolio. Washington ha inoltre minacciato d’imporre dazi doganali a tutti i paesi che esporteranno greggio verso Cuba.

L’avvertimento delle Nazioni Unite arriva all’indomani dell’attracco all’Avana di due navi della marina messicana cariche di aiuti umanitari. Altri paesi, tra cui la Russia e il Cile, hanno affermato di voler inviare aiuti sull’isola.

“Considerando la dipendenza dei sistemi di sanità, alimentazione e approvvigionamento idrico di Cuba dai combustibili fossili, l’attuale carenza di petrolio mette a rischio servizi essenziali”, ha affermato Hurtado.

“L’accesso a beni e servizi essenziali, tra cui cibo, acqua, medicinali e una quantità sufficiente di carburante ed elettricità, dev’essere sempre garantito in nome del diritto alla vita e della possibilità di godere di molti altri diritti”, ha aggiunto.

L’Avana accusa il presidente statunitense Donald Trump di voler “soffocare” il paese, dove dal 9 febbraio sono in vigore misure di emergenza, tra cui il razionamento della benzina, la settimana lavorativa di quattro giorni nella pubblica amministrazione, il telelavoro e la didattica a distanza nelle università.

Le carenze di carburante hanno anche costretto le autorità sanitarie a ridurre il personale negli ospedali e a rinviare gli interventi chirurgici non essenziali.