Il 5 marzo il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato il licenziamento della segretaria alla sicurezza interna Kristi Noem, una delle figure di spicco della campagna di espulsioni di massa della sua amministrazione.

Trump ha riferito sul suo social network Truth social di averle affidato l’incarico di “inviata speciale” per l’America Latina, aggiungendo che sarà sostituita a partire dal 31 marzo dal senatore repubblicano Markwayne Mullin.

La nomina di Mullin dovrà essere approvata dal senato, dove i repubblicani hanno la maggioranza.

Secondo alcuni mezzi d’informazione statunitensi, Trump ha deciso di licenziare Noem dopo le recenti audizioni al congresso sull’operazione dello United States immigration and customs enforcement (Ice) a Minneapolis, che aveva causato la morte di due manifestanti.

Trump non avrebbe apprezzato le dichiarazioni di Noem secondo cui aveva ottenuto la sua approvazione per una campagna pubblicitaria da 220 milioni di dollari, con finanziamenti poco trasparenti, il cui obiettivo era convincere gli immigrati a tornare spontaneamente nei loro paesi d’origine prima di essere espulsi.

Noem appariva personalmente nella campagna, anche a cavallo davanti all’iconico monte Rushmore, nel South Dakota, il suo stato natale.

Noem era stata contestata durante le audizioni anche per aver definito i due manifestanti uccisi dei “terroristi interni”.

Trump ha definito il suo successore Mullin come “un guerriero Maga”.

Mullin ha dichiarato alla stampa di voler portare avanti l’ottimo lavoro svolto da Noem, “correggendo però alcune cose che non sono andate come previsto”, senza fornire ulteriori dettagli.

Noem ha invece ringraziato Trump sul social network X per il nuovo incarico.

Ha rivendicato “gli ottimi risultati ottenuti”, assicurando che “più di tre milioni di immigrati irregolari hanno lasciato gli Stati Uniti”, un dato contestato dagli esperti d’immigrazione.

Paralisi di bilancio

“Noem se n’è andata. È una buona notizia, perché era un disastro”, ha dichiarato Hakim Jeffries, leader della minoranza democratica alla camera dei rappresentanti. “Ma sia chiaro: un cambio di persona non basta, c’è bisogno di un cambio di politica”.

“È al tempo stesso rivelatore e inquietante che sia stata licenziata per una campagna pubblicitaria e non per le azioni della polizia dell’immigrazione”, ha commentato il senatore democratico Adam Schiff.

Noem è la seconda esponente di spicco dell’amministrazione Trump a essere licenziata dopo il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz, rimosso nel maggio scorso dopo aver inserito per errore un giornalista in un gruppo di discussione riservato su Signal.

Il dipartimento della sicurezza interna è in una situazione di paralisi di bilancio dalla metà di febbraio perché i democratici condizionano l’approvazione dei finanziamenti a profondi cambiamenti nelle politiche antimmigrazione.