Il 10 marzo una commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite ha accusato Mosca di aver commesso “crimini contro l’umanità” deportando migliaia di bambini ucraini in Russia e ostacolando poi il loro ritorno a casa.
“Le prove raccolte dimostrano che le autorità russe hanno commesso crimini contro l’umanità con la deportazione e il trasferimento forzato di bambini di cui in molti casi non si sono avute più notizie”, ha affermato la Commissione d’inchiesta internazionale indipendente sull’Ucraina in un comunicato che accompagna un rapporto più dettagliato.
La commissione era stata istituita dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite nel 2022, poco dopo l’invasione russa dell’Ucraina, per indagare su presunti crimini commessi nel corso della guerra.
Gli autori del rapporto hanno stabilito che le autorità russe hanno “rapito e trasferito illegalmente bambini in Russia” fin dall’inizio della guerra, “ostacolando poi il loro rimpatrio”.
“Queste azioni, che non hanno tenuto in alcun conto l’interesse superiore dei bambini, costituiscono chiare violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani”, ha sottolineato la commissione.
Pur avendo appurato il rapimento di 1.205 bambini, la commissione ha affermato che il dato reale nei territori ucraini occupati è molto più alto.
Secondo Kiev, dall’inizio della guerra circa ventimila bambini ucraini sono stati rapiti.
Mosca ha sempre sostenuto di aver trasferito alcuni bambini ucraini dalle loro case o dagli orfanotrofi per proteggerli dai rischi legati alle ostilità in corso.
Secondo gli autori del rapporto, l’80 per cento dei 1.205 bambini di cui è stata confermata la deportazione non è tornato a casa.
Le prove raccolte indicano anche che “i vertici dello stato russo” si sono attivati per impedire il ritorno dei bambini in Ucraina, ha affermato la commissione, denunciando il “coinvolgimento diretto” del presidente Vladimir Putin.
“Le autorità russe hanno dato la priorità alle adozioni e agli affidamenti a lungo termine”, ha aggiunto.
Nel dicembre scorso l’assemblea generale delle Nazioni Unite aveva chiesto, con una risoluzione non vincolante, il ritorno immediato e incondizionato dei bambini “trasferiti con la forza” in Russia.
Nel 2023 la Corte penale internazionale aveva emesso un mandato d’arresto nei confronti di Putin per la deportazione di bambini ucraini.