L’11 marzo l’Ucraina ha rivendicato un attacco missilistico contro una fabbrica militare a Brjansk, nell’ovest della Russia, che secondo le autorità russe ha causato almeno sei morti.

“Le nostre forze armate hanno colpito una delle principali fabbriche militari russe a Brjansk. Produceva componenti elettronici per i missili russi“, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj.

Pochi minuti prima il governatore della regione di Brjansk, Aleksandr Bogomaz, aveva annunciato che almeno sei civili erano morti e altre 37 persone erano rimaste ferite in un attacco ucraino.

Bogomaz aveva definito l’attacco “terroristico”.

Brjansk, capoluogo dell’omonima regione, ha circa 400mila abitanti e si trova a un centinaio di chilometri dal confine ucraino.

Lo stato maggiore ucraino ha affermato su Facebook che l’attacco è stato condotto usando missili da crociera britannici Storm Shadow.

L’Ucraina dispone di una quantità limitata di missili forniti dai suoi alleati: oltre ai britannici Storm Shadow, i francesi Scalp e gli statunitensi Atacms e Himars.

Zelenskyj ha dichiarato che l’attacco è stato condotto “per prevenire gli attacchi missilistici russi contro le città ucraine”. “La Russia ha avuto più volte la possibilità di mettere fine a una guerra che essa stessa ha scatenato, ma non ha mai voluto coglierla”, ha aggiunto.

Intanto, un attacco russo con i droni ha causato almeno due morti e sette feriti a Charkiv, la seconda città dell’Ucraina, hanno riferito l’11 marzo le autorità locali.

Il 10 marzo Kiev e Washington avevano riferito che la prossima settimana dovrebbero tenersi nuovi negoziati trilaterali tra le delegazioni di Ucraina, Russia e Stati Uniti.