Spari della guardia costiera libica contro la nave di Open arms

08 agosto 2017 12:18


Il fondatore della organizzazione non governativa Proactiva open arms, Oscar Camps, l’8 agosto ha diffuso un video girato il 7 agosto alle 8.30 di mattina in acque internazionali a nord delle coste libiche, che mostra alcuni agenti della guardia costiera libica sparare in aria per intimidire l’equipaggio di una delle due navi dell’ong spagnola, attiva nei soccorsi di migranti nel Mediterraneo centrale.

“La nave di Open arms è stata avvicinata dalla guardia costiera di Tripoli mentre era a 12,8 miglia dalle coste libiche. Gli agenti hanno minacciato l’equipaggio di Proactiva via radio e l’hanno accusato di fare traffico di persone e poi hanno sparato delle raffiche di mitra”, racconta Riccardo Gatti, portavoce dell’organizzazione.

Gatti afferma inoltre che al momento l’altra nave dell’organizzazione, la Golfo Azzurro, si trova al largo di Malta e da 48 ore è in attesa che la centrale operativa della guardia costiera di Roma le assegni un porto di sbarco.

“La nave Golfo Azzurro è ferma da ieri notte (7 agosto) a 15 miglia dalle coste di Malta, dopo che la guardia costiera italiana le ha chiesto di soccorrere un imbarcazione a circa cento miglia della costa, nella zona di ricerca e soccorso assegnata a Malta e coordinata dall’Italia”, racconta Gatti. “A bordo erano presenti solo tre migranti di origine libiche”.

L’equipaggio della nave Golfo Azzurro ha chiesto alla centrale operativa di poter sbarcare a Malta, ma l’accesso al porto è stato rifiutato. “Stiamo ancora aspettando che l’Italia ci dica qualcosa. Malta non ci fa entrare nelle acque territoriali lasciandoci fuori dalle 12 miglia e non ci permette di sbarcare con i nostri gommoni, mentre ci obbliga ad affittare i gommoni di un’azienda privata che costano 800 euro”, continua Gatti.

L’ong spagnola è tra le quattro organizzazioni (Sea-eye, Moas, Save the children, Proactiva open arms) che hanno firmato il codice di condotta per i soccorsi voluto dal governo italiano, e che è stato invece boicottato da altre organizzazioni come Medici senza frontiere, Sos Méditerranée e Jugend Rettet.

Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), la guardia costiera di Tripoli ha intercettato nelle ultime due settimane 1.298 migranti e li ha riportati indietro nei centri di detenzione libici.

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Claudia Grisanti