27 agosto 2019 15:24

Usiamo una borsa di tela per fare la spesa. Andiamo a piedi al lavoro. Mangiamo meno carne e meno latticini. Ma se vogliamo fare di più per combattere l’emergenza climatica dobbiamo scegliere bene a chi diamo i nostri soldi, scrive il New York Times. È meglio finanziare i progetti per la compensazione delle emissioni di anidride carbonica o sostenere i politici impegnati nella lotta al cambiamento climatico? Oppure è meglio fare una donazione a favore di un’organizzazione ambientalista?

Secondo Rachel Cleetus, dell’Union of concerned scientists, negli Stati Uniti, la cosa migliore è sostenere economicamente i politici, a livello locale e nazionale, perché le tecnologie per dismettere i combustibili fossili esistono, ma manca la volontà di usarle. Anche per Rob Jackson, dell’università di Stanford, fare una donazione a un soggetto politico è meglio che sostenere un progetto per la compensazione delle emissioni. È vero che le donazioni politiche sono rischiose, perché un candidato promettente potrebbe poi rivelarsi inefficace. Ma, secondo Jackson, a questo punto le azioni individuali, anche se importanti, non bastano più, bisogna agire sulla collettività. È necessario intervenire sulla vita politica in generale.

In alternativa, dice Cleetus, si può comunque finanziare un’organizzazione ambientalista, in particolare se guidata da giovani, che hanno dimostrato di avere una rara “chiarezza etica” sulla questione climatica.