Claude Cahun, 1927. (Claude Cahun, Courtesy of the Jersey heritage collections)

Attraverso lo specchio

07 maggio 2015 17:18

Magic mirror è una mostra dedicata a Claude Cahun e Sarah Pucill, donne di epoche diverse che riflettono sull’idea di sé, sull’identità di genere e sull’atto di guardare.

Claude Cahun (1894-1954), il cui vero nome è Lucy Schwob, è un’artista francese che ha fatto parte del movimento surrealista e ha usato l’avanguardia, praticata attraverso la fotografia e la scrittura, come strumento di militanza politica. Nel 1917 suo padre Maurice si risposa con Marie Rondet Malherbe e Claude conosce Suzanne Malherbe, figlia della nuova moglie del padre. Le due donne diventano amanti. Nei primi anni venti Cahun lascia Nantes e si trasferisce a Parigi con la compagna. Nella capitale francese frequenta i surrealisti di André Breton, e diventa famosa per i suoi articoli rivoluzionari sul genere. Nel 1929 traduce le teorie di Havelock Ellis sul terzo genere. “Maschile? Femminile? Ma dipende dai casi. Neutro è il solo genere che mi si addice sempre”, afferma l’artista, che ha sempre sfidato il conformismo nella sfera pubblica e in quella privata.

Dagli anni ottanta a oggi, la regista e fotografa britannica Sarah Pucill ha raccolto l’eredità di Cahun e ha messo al centro del suo lavoro gli studi, in chiave postmoderna, sul genere e sull’identità. Con i film e le fotografie, Pucill esplora il sé come qualcosa di fluido e in continua trasformazione.

Magic mirror sarà aperta al pubblico fino al 14 giugno 2015, nella galleria Nunnery di Londra.

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