Due ambientalisti liberano una gru dopo averla curata nella provincia di Buriram, in Thailandia, il 4 novembre 2016. (Gemunu Amarasinghe, Ap/Ansa)

In Thailandia tornano le gru

06 dicembre 2016 12:34

Nella provincia tailandese di Buriram, numerosi agricoltori hanno smesso di utilizzare pesticidi e i consueti rumorosi macchinari per aiutare la sopravvivenza della specie di volatile più alta al mondo, quella delle gru. Qui, in un centro specializzato della zona, negli ultimi cinque anni, 70 gru sono state fatte nascere con la tecnica dell’incubazione, poi nutrite, cresciute e liberate. Finora, 42 di loro sono sopravvissute nella natura allo stato libero, e altre otto vivono in coppie monogame, ma nessuna si è ancora riprodotta.

La colonia di gru antigone è scomparsa dalla Thailandia negli anni sessanta, quando le aziende agricole sono state costruite in quello che era il loro habitat naturale. Così, per via dei pesticidi, della mancanza di cibo e dei cacciatori che uccidevano gru per le loro piume, questa specie si è estinta. Un gruppo di scienziati, al fine di riportare questa specie nelle terre tailandesi, ha trasportato alcune gru dalla Cambogia, dove vivono in un rifugio protetto. Grazie al sostegno delle Nazioni Unite, un milione e mezzo di dollari sono stati utilizzati per il progetto di salvaguardia delle gru e di altre specie a rischio di estinzione in Thailandia.

Il processo di incubazione e crescita delle gru è molto delicato, soprattutto perché questi voltatili tendono ad assimilarsi molto agli esseri umani. Infatti, gli ambientalisti che le nutrono e se ne occupano fin da quando sono nelle incubatrici, indossano costumi da gru per evitare che gli animali si leghino troppo a loro come esseri umani. Una volta pronte, le gru vengono liberate nella natura, ma sono ancora molte le incognite riguardo la loro sopravvivenza.

Le foto sono state scattate da Gemunu Amarasinghe, il 4 e il 5 novembre 2016.

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