Un sistema d’intelligenza artificiale è diventato molto bravo a giocare a Diplomacy. Tra agosto e ottobre i ricercatori della Meta hanno organizzato una serie di sfide online tra il sistema, chiamato Cicero, e avversari umani. A ogni partita partecipano sette giocatori, che devono stringere alleanze per cercare di conquistare i “centri di produzione” su una mappa geografica. Per allearsi i giocatori si scambiano messaggi. È importante capire le intenzioni degli altri per pianificare con cura la propria strategia. Dopo quaranta partite Cicero si è classificato tra i dieci giocatori migliori (considerando quelli che hanno giocato più di una partita), raggiungendo un punteggio doppio rispetto alla media. Cicero è diverso dai sistemi sviluppati in passato per giocare a scacchi, a go o a poker, giochi nei quali la comunicazione non ha alcun ruolo, mentre in Diplomacy è fondamentale. A volte Cicero ha commesso errori, cercando per esempio di fare mosse impossibili o svelando le proprie intenzioni. L’obiettivo dello studio era creare un sistema d’intelligenza artificiale capace d’interagire con gli esseri umani. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1489 di Internazionale, a pagina 105. Compra questo numero | Abbonati