La mia unica figlia sta per compiere diciott’anni e provo una piccola fitta di nostalgia per la bambina che era. A volte ho l’impressione che quella persona proprio non ci sia più. È normale provare questa sensazione mentre i figli crescono? –Eric

“Nessuno mi aveva preparata alle perdite che avrei subìto diventando genitore, soprattutto vedendo mio figlio crescere”, diceva qualche giorno fa sul New York Times Kristin Baker, una lettrice intervistata per un articolo sulla maternità. “Si prova un lutto permanente per le versioni più giovani che i figli si lasciano continuamente alle spalle”. Baker racconta che lei è riuscita a superare questo stato d’animo focalizzandosi sul fatto che ogni fase è migliore di quella precedente: invece di rimpiangere la bambina che non c’è più, si gode la giovane donna che si sta formando. Io sono felice per lei, ma spesso le cose non vanno così lisce, perché non sempre le fasi successive sono meglio di quelle precedenti.

Può succedere che una bambina che troviamo adorabile diventi un’adolescente con cui non andiamo d’accordo, per esempio. Mi è sembrata più utile l’esperienza di un’altra madre citata nello stesso articolo, che ha detto a sua figlia: “Ti amerò sempre, ma non devo apprezzarti sempre”. Essere genitore può soddisfarci a seconda del modo in cui crescono e cambiano i nostri figli, e avere nostalgia per una certa fase è normale. Va riconosciuto e accettato, per poi superarlo. In attesa che torni un’altra età che diventi la migliore di tutte.

Questo articolo è uscito sul numero 1460 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati