Essere un eroe galattico non è mai facile. Diventa un’impresa ancora più ardua se non hai alcun superpotere. Portico Reeves, come Don Chisciotte, vive dentro la sua bolla di fantasie, ma come per l’eroe di Cervantes, la realtà in cui vive è più dimessa e caotica del panorama che attraversa nei suoi sogni. Portico vive nel condominio più alto, grande, trafficato del quartiere ed è sempre attorniato da persone stravaganti. Per primi i suoi genitori, che vivono in due appartamenti diversi e litigano per ogni cosa. Ma nella vita di Portico di personaggi ce ne sono tanti. A parte quelli simpatici, c’è un bullo che lo ha preso di mira. E per questo il nostro eroe – anche se è un incrocio un po’ strano tra Superman e Batman – è scosso da brividi come una gelatina di fragole. L’ansia lo divora e nonostante le mille avventure non sa come tenere a bada la paura che gli fa il mondo. Piano piano, grazie all’amore di chi gli vuole bene per davvero riuscirà a superare le sue difficoltà. La trama è classica, ma è lo stile di Jason Reynolds (e le illustrazioni di Raúl The Third) a rendere questa storia davvero importante. Una storia che è anche una scatola delle meraviglie. Una storia di periferia che diventa il centro di ogni universo. Stuntboy, come sempre con i libri di Reynolds, è da non perdere.
Igiaba Scego

Questo articolo è uscito sul numero 1464 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati