Ilaria Rossetti
Qualcuno da odiare
Guanda, 256 pagine, 19 euro

Il sogno dell’impero porta Abele, 18 anni, in Abissinia, sotto il vessillo del duce. A fare là cose che a Roccafredda non farebbe mai lo spinge la forza di una promessa: fornaio figlio di fornai, Abele baratta un forno a Bahir Dar con il sogno dell’Italia fascista. Ma quel che siamo stati è uno spettro che non abbandona mai la casa, ciò che, “volenti o nolenti, continueremo a essere”. E Abele è un fascista anche quando torna a casa a indossare i panni del fornaio dei due mondi: glielo scrivono sulla saracinesca, glielo dice il direttore del supermercato che gli fa chiudere bottega. Lo è anche quando a cent’anni, abbandonato da dio, patria e pure famiglia, incontra Ludovica, la badante italiana che gli mandano i camerati di Idea Sociale. Entrambi odiano il mondo fuori, si corrodono nel bisogno di trovare un colpevole. Ilaria Rossetti infila l’ago in un secolo di storia italiana e tira un filo rosso che tiene insieme le storie di Abele l’africano e Ludovica la precaria – in mezzo il colonialismo, la riconciliazione, il boom economico, la grande recessione, l’immigrazione più recente, il neofascismo. Ne esce un romanzo narrato con maestria, una storia che non si fa posare, incalzata da un ritmo perfetto e da una scrittura che dà il suo meglio nel racconto di quel passato che a noi forse pare remoto, ma la cui ombra ci raggiunge fin qui. ◆

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1652 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati