Sostenitori dell’opposizione a Caracas, in Venezuela, il 5 gennaio 2016.

Si insedia in Venezuela il primo parlamento antichavista da 16 anni

Sostenitori dell’opposizione a Caracas, in Venezuela, il 5 gennaio 2016.
08 gennaio 2016 12:13

L’opposizione ha assunto la maggioranza dell’assemblea nazionale del Venezuela martedì scorso per la prima volta dopo 16 anni. Una turbolenta sessione di insediamento ha inaugurato una nuova fase di conflitto di potere tra l’assemblea e il presidente Nicolás Maduro, mentre la crisi economica continua ad aggravarsi.

Alle elezioni politiche dello scorso dicembre la Mesa de la unidad democrática (Mud) – coalizione dei partiti che si oppongono al governo chavista – ha ottenuto una maggioranza di due terzi anche grazie al malcontento causato dalla recessione economica, dall’aumento vertiginoso dei prezzi e da una cronica carenza di merci che richiama alla mente le economie del blocco sovietico.

Maduro, espressione del Partito socialista fondato dal defunto presidente Hugo Chávez, ha liquidato la nuova assemblea definendola “di destra” e zeppa di “cariatidi”, e ha subito effettuato il rimpasto di governo annunciato per la prima volta un mese fa.

L’insediamento del parlamento eletto il 6 dicembre 2015. Il video dell’Afp.


Henry Ramos Allup, parlamentare dell’opposizione di lungo corso , è stato eletto nuovo presidente dell’assemblea nazionale nel corso di una seduta in cui entrambi gli schieramenti gridavano slogan e si scambiavano accuse di corruzione e tradimento.

“Che cosa abbiamo promesso in campagna elettorale? Di ripristinare l’autonomia del ramo legislativo”, ha affermato Ramos Allup nel discorso inaugurale all’assemblea, “che finora è stato il megafono del palazzo presidenziale e la cassa di risonanza del ramo esecutivo”.

Dopo anni di frustrazione, i sostenitori dell’opposizione erano incollati a radio e tv, assai contenti di vedere i più alti esponenti del Partito socialista unificato del Venezuela (Psuv) pubblicamente accusati di corruzione e malgoverno.

Ramos Allup ha ostentato il ritrovato controllo parlamentare da parte della Mud troncando bruscamente l’invettiva di un deputato del Psuv contro l’opposizione, sostenendo che avesse sforato il tempo a disposizione. Quando un altro deputato socialista lo ha interrotto protestando su una questione di natura procedurale, Ramos Allup lo ha ignorato dicendogli: “Si rilassi, onorevole: le cose sono cambiate”.

I socialisti hanno abbandonato l’aula e raggiunto fuori dal palazzo i sostenitori di Maduro

Per la prima volta dopo anni, i giornalisti hanno potuto intervistare i deputati e muoversi liberamente all’interno del parlamento, una pratica che era stata vietata dalla maggioranza socialista. È stato inoltre rimosso un ritratto di Chávez che era esposto nell’aula, e che secondo gli oppositori del governo è il simbolo dell’illegittima politicizzazione delle istituzioni pubbliche. Ramos Allup ha fatto portare via anche un’immagine di Simon de Bolívar dicendo: “Questo posto non è un cimitero”.

“Ci dobbiamo adattare rapidamente alle nuove dinamiche politiche del paese”, ha detto Maduro nel corso di una telefonata alla televisione di stato martedì sera, invitando i suoi sostenitori a non scoraggiarsi.

Le elezioni del 6 dicembre hanno conferito all’opposizione la vittoria più netta da quando Chávez era salito al potere nel 1999. Il suo generoso impiego dei proventi delle esportazioni petrolifere lo aveva reso praticamente invincibile alle urne durante i 14 anni del suo governo. Da quando è stato eletto nel 2013, Maduro – un ex autista di autobus e successore designato di Chávez – si sforza di eguagliarne il carisma. Pur avendo promesso ampie riforme economiche, tuttavia, il suo governo ha mancato più volte di attuarle.

Alla fine, i deputati del Psuv hanno abbandonato l’aula in massa dopo l’elezione del nuovo presidente, sostenendo che Ramos Allup avesse violato il regolamento parlamentare tenendo un discorso durante la seduta inaugurale. “Non hanno neppure aperto la prima seduta e già hanno infranto le regole del dibattito”, ha affermato il deputato del Psuv Diosdado Cabello, predecessore di Ramos Allup alla presidenza dell’assemblea.

I deputati si sono poi uniti a centinaia di sostenitori del governo in camicia rossa che manifestavano nelle vicinanze scandendo slogan e suonando tamburi. Nell’area circostante l’Assemblea nazionale erano schierate forze di polizia per prevenire scontri tra simpatizzanti dell’opposizione e sostenitori di Maduro. Non si sono registrati particolari incidenti.

Il Psuv ha contestato i risultati elettorali di una circoscrizione sudoccidentale

Alle elezioni del 6 dicembre, la coalizione di opposizione ha conquistato 112 seggi, ottenendo un’imponente maggioranza di due terzi. Nello stesso mese, tuttavia, la corte suprema ha impedito a quattro deputati indigeni di insediarsi (tre dell’opposizione e uno di un partito alleato del governo) dopo che alcuni candidati perdenti del Psuv avevano impugnato i risultati elettorali.

L’opposizione ha definito la decisione un “colpo di stato giudiziario” teso a privarla della sua schiacciante maggioranza. I tre parlamentari sospesi hanno giurato il 7 gennaio, assumendo l’incarico due giorni dopo gli altri, benché gli alleati del governo abbiano affermato che ciò costituirebbe una sfida alla giustizia e renderebbe illegittime le decisioni dell’assemblea.

Il tribunale non ha reso note le motivazioni del pronunciamento contro l’elezione dei deputati, che provengono tutti dallo stato rurale e scarsamente popolato di Amazonas, nel sudovest del paese. Mettendo in discussione i risultati di quella circoscrizione, il Psuv è stato costretto a contestare anche il seggio ottenuto dal proprio candidato.

Anche se la vittoria parlamentare è stata dovuta al malcontento per l’economia, l’opposizione ha scarse possibilità di risolvere la crisi poiché il governo di Maduro controlla le principali operazioni economiche che si svolgono quotidianamente. I parlamentari dell’opposizione hanno invece promesso di lavorare a una legge sull’amnistia al fine di scarcerare alcuni attivisti arrestati per aver protestato contro Maduro, oltre a un provvedimento per garantire la proprietà della casa. “Siamo qui perché il Venezuela è in festa. Oggi nel nostro paese è tornata la democrazia”, ha detto Milagros Hernández, una casalinga di 58 anni che ha partecipato a una manifestazione dell’opposizione nel centro di Caracas.

(Traduzione di Alberto Frigo)

Questo articolo è stato pubblicato dalla Reuters.

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