Donald Trump arriva a una conferenza stampa al Mayflower Hotel di Washington, il 27 aprile 2016. (Jim Bourg, Reuters/Contrasto)

Donald Trump cerca il voto di laureati e benestanti

Donald Trump arriva a una conferenza stampa al Mayflower Hotel di Washington, il 27 aprile 2016. (Jim Bourg, Reuters/Contrasto)
28 aprile 2016 16:36

Ricchi e con un alto grado di istruzione: sono gli elettori che hanno assicurato la vittoria al candidato repubblicano alla presidenza Donald Trump, nelle primarie che si sono svolte il 26 aprile in cinque stati della costa orientale degli Stati Uniti. Un settore demografico che il miliardario, famoso per il suo linguaggio senza peli sulla lingua, ha conquistato a fatica.

La sua vittoria in Pennsylvania, Maryland, Delaware, Connecticut e Rhode Island è la conquista di alcune delle più ricche contee del paese – come Fairfield County, Connecticut, e Newport County, Rhode Island – e si aggiunge ai successi ottenuti nelle sue roccaforti più tradizionali, i quartieri bianchi e operai.

Il 26 aprile Trump ha ottenuto il voto di circa la metà degli elettori repubblicani in possesso di un diploma di scuola superiore, e quello di più della metà degli elettori repubblicani che guadagnano più di centomila dollari all’anno.

“Era difficile prevedere che avrebbe conquistato un gruppo demografico così avverso al suo stile, al suo linguaggio spesso offensivo”, commenta Randall Miller, professore di politica americana presso la Saint Joseph University in Pennsylvania. “Ma penso che le persone possono essersi abituate a Trump, non fa più scandalo come prima”, dice l’accademico.

Eppure, questi stessi stati potrebbero dare dei grattacapi ai repubblicani alle elezioni presidenziali dell’8 novembre. L’ultimo candidato repubblicano ad aver vinto in uno dei cinque è stato George H.W. Bush nel 1988.

Trump ha fatto crescere la sua popolarità tra gli elettori bianchi poveri, conquistati dalla sua retorica sul governo inetto

La sfida per il miliardario di New York è quella di replicare le prestazioni di martedì in altre parti del paese, quando mancano da assegnare ancora dieci stati. Ma secondo un sondaggio Reuters/Ipsos, a livello nazionale gli elettori laureati sono diventati sempre più critici nei confronti di Trump, che è piuttosto impopolare anche tra quelli con un reddito superiore ai centomila dollari all’anno.

Ma considerando il forte vantaggio sui suoi rivali – il ​​senatore del Texas Ted Cruz e il governatore dell’Ohio John Kasich – gli elettori repubblicani potrebbero rassegnarsi a votare per Trump.

Anti casta

Storicamente Trump ha sempre avuto buoni risultati nelle zone in cui il crollo di importanti industrie locali ha messo in difficoltà le famiglie. La sua popolarità è cresciuta tra gli elettori bianchi poveri, conquistati dalla sua retorica sul governo inetto e sul fallimento degli accordi commerciali internazionali.

Questa versione ha preso piede nelle ultime primarie. Trump ha ottenuto più del 63 per cento dei voti nella contea di Forest, in Pennsylvania, dove il reddito familiare medio tra i bianchi, 45mila dollari, è il più basso dello stato. Ma ha anche ottenuto più del 46 per cento dei voti nella contea di Chester, sempre in Pennsylvania, dove il reddito medio dei bianchi è il più alto dello stato, circa 108mila dollari.

Un sondaggio elettore del Franklin and Marshall college pubblicato la scorsa settimana ha mostrato che il messaggio di Trump aveva messo radici in tutto lo stato. Poco meno del 40 per cento degli elettori ha citato “il governo e i politici” come il problema principale della Pennsylvania, con “la disoccupazione e le finanze personali” al secondo posto con il 14 per cento.

Nei quartieri ricchi della contea di Montgomery e di Howard, in Maryland, dove oltre il 60 per cento dei bianchi è laureato, Trump ha conquistato il 40 per cento del voto repubblicano. Abbastanza, però, per finire al primo posto battendo Cruz e Kasich.

Fred Stubbs, 72 anni, ragioniere in pensione di Potomac, in Maryland, ha detto che ha votato per Trump perché crede che una sua vittoria migliorerebbe la posizione del paese nel mondo. E ha aggiunto che, ogni volta che va a New York, cena regolarmente in ristoranti che si trovano negli edifici di proprietà di Trump. “L’ho sempre ammirato come uomo d’affari”, spiega Stubbs.

(Traduzione di Stefania Mascetti)

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