Il presidente ivoriano Alassane Ouattara vota ad Abidjan, 18 dicembre 2016. (Thierry Gouegnon, Reuters/Contrasto)

Nel parlamento ivoriano si fanno strada i deputati indipendenti

Il presidente ivoriano Alassane Ouattara vota ad Abidjan, 18 dicembre 2016. (Thierry Gouegnon, Reuters/Contrasto)
23 dicembre 2016 13:43

Il 18 dicembre, la giovane terza repubblica della Costa d’Avorio, nata dal referendum che si è svolto in ottobre, ha organizzato le sue prime elezioni. Circa 6,2 milioni d’iscritti alle liste elettorali erano chiamati a scegliere i loro 255 rappresentanti, su 1.337 candidati, all’assemblea nazionale.

Secondo i risultati pubblicati dalla commissione elettorale indipendente il 20 dicembre, la coalizione al potere del presidente Alassane Ouattara, il Raggruppamento degli houphouetisti per la democrazia e la pace (Rhdp, costituito da cinque partiti), ha ottenuto una netta maggioranza, con 167 seggi su 254. Il voto a turno unico si è svolto “in un clima sereno”, con un tasso d’affluenza relativamente basso del 34 per cento.

Un’avanzata “storica”
L’Rhdp ha ottenuto una “maggioranza sicura, ma inferiore a quella dell’ultima legislatura”, rileva Jeune Afrique. Questo calo si spiega con l’avanzata “storica” degli indipendenti, molti dei quali sono giovani che non hanno ricevuto l’investitura da parte dell’Rhdp. Questi occupano ormai un terzo dei seggi dell’emiciclo (75) e “hanno oggi la possibilità di diventare la seconda forza d’opposizione dell’assemblea”.

L’altro elemento di rilievo è il ritorno nel parlamento ivoriano, dopo cinque anni d’assenza, del Fronte popolare ivoriano (Fpi), partito d’opposizione fedele all’ex presidente Laurent Gbagbo. Il partito però ha ottenuto solo tre seggi, poiché la sua ala dura continua a boicottare le elezioni. I deputati eletti, tra i quali il leader Pascal Affi N’Guessan, progettano già da oggi un riavvicinamento con gli indipendenti.

Nel 2011 l’opposizione aveva boicottato le legislative dopo la crisi in cui il presidente Laurent Gbagbo aveva rifiutato di riconoscere la sua sconfitta nei confronti di Outtara, facendo sprofondare il paese in violenze che avevano mietuto tremila vittime. L’ex presidente è attualmente sotto processo di fronte alla Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità.

La sonora disfatta annunciata per la coalizione al potere non c’è stata, commenta Le Patriote. Per il quotidiano di Abidjan “questa vittoria ottenuta a viva forza rende più gustosa ed eroica la prestazione dell’Rhdp”. E rafforza inoltre la posizione del presidente Ouattara, che a 74 anni ha saputo risollevare la situazione economica e potrà così imprimere un’accelerata nella realizzazione dei suoi obiettivi per i prossimi quattro anni.

(Traduzione di Federico Ferrone)

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